GENOVA 2/Il nuovo corso della Film Commission

Società  per Cornegliano, l’ente che ha finanziato la realizzazione del Cineporto, è proprietaria anche della adiacente Villa Bombrini , edificio settecentesco, sede della Film Commission diretta da Andrea Rocco.
A Villa Bombrini sono ospitate 14 aziende e i professionisti del Polo Audiovisivo di Cornigliano, risultato del “nuovo corso” della Film Commission, che si propone non più solo come agenzia di promozione del territorio, ma anche come organismo che affianca le produzioni nello sviluppo di progetti, che sostiene e indirizza le società  di produzione locali, che organizza aggiornamento e formazione professionale.


Oltre ad essere “incubatore” di imprese, Villa Bombrini sembra essere anche la location genovese più frequentata: sono ben 20 le produzioni ospitate in meno di due anni, fra cui il film di Gianni Amelio “La stella che non c’è”, il programma Tv “Storie Maledette” (RAI), alcune scene del film “Oggetti Smarriti” di Giorgio Molteni, 13 videoclip musicali, 2 spot pubblicitari, 2 video promozionali e un documentario.


Con l’apertura del Cineporto si prevede che le ricadute economiche sul territorio genovese aumentino considerevolmente; i risultati preliminari del 2009 parlano di 290 giornate di produzione, 3500 giornate di lavoro per tecnici e 3000 per attori e comparse, 1450 presenze alberghiere e 3,9 milioni di euro di indotto economico. Quest’ultima è ancora una stima preliminare ed approssimata, e comuqnue vicina alla media annua, che si attesta intorno ai 5 milioni di euro di cui 2,5 di ricaduta diretta (comparse, elettricisti, sartoria, costumisti, noleggi di attrezzature, catering,) e 2,5 indotta (hotels, ristoranti, taxi,).
Gli insediamenti audiovisivi a Cornigliano fanno parte di un ambizioso piano di recupero e riconversione di Cornigliano , dagli anni 70 polo di produzione siderurgica.
” Non solo aria pulita ma anche nuova identità  di produzione e lavoro”, ha commentato Marta Vincenzi nell’inaugurare il Cineporto, cui ha fatto seguito la soddisfazione di Claudio Burlando per aver iniziato il mandato di governatore “con gli altoforni”, e poterlo concludere con il Cineporto.


 

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