FOREIGN SALES 1/ La vocazione internazionale di Summerside

Una piccola factory indipendente che punta a progetti di qualità, con un production value molto alto, registi di talento e cast di rilievo, perché “in una produzione internazionale, salvo eccezioni, il cast fa il 70% della vendita”: è un progetto ambizioso quello di Summerside International, la nuova società guidata da Francesca Manno che ha fatto il suo debutto all’EFM della Berlinale.

Nella sua lunga carriera come vice presidente di Minerva, Manno ha seguito prevalentemente le acquisizioni , “anche per Rarovideo; è così che ho raffinato il mio gusto nella scelta di contenuti editoriali forti e che avessero un senso sul mercato italiano. Questa mia expertise mi ha permesso di concentrarmi sui prodotti di qualità.”
E’ nata così Summerside International, una società che, spiega Manno, “vorrei che fosse considerata come ispirata al Sundance Film Festival, per il tipo di contenuto. E’ un lavoro tosto perché su questi film sono le società francesi di solito a dominare il mercato, ma pian piano vorrei arrivare anche lì.”

Intanto all’EFM ha schierato una line-up fatta di sette film internazionali, e un solo titolo italiano, la commedia “Solo per il weekend” di Director Kobayashi (Gianfranco Gaioni), che l’ha co-prodotta con Indiana Production.
“E’ interessante per il tipo di regia, che è molto poco italiana, e questo è un fattore che tengo in considerazione per quanto riguarda la commedia, perché diversi buyers asiatici o statunitensi con cui mi sono confrontata mi hanno detto che trovano la commedia italiana poco esportabile, di una comicità troppo locale. La mia è una scelta radicalmente diversa dalle altre offerte che vedo sul mercato italiano, che credo porterà dei buoni risultati, perché vedo che già molti dei film in catalogo si stanno muovendo all’estero.
Ad esempio abbiamo venduto “Anna”, il thriller canadese in Turchia, a Sinema Tv, e siamo in trattativa con USA, Giappone e Spagna.
Altro titolo che ha destato molto interesse presso i buyers è il tedesco “Toro”, una chicca di questo mercato, e parte della sezione “Perspektive Deutsches Kino” della Berlinale, prodotto dalla Academy Media Arts di Colonia. Un film sofisticato in bianco e nero, dalle atmosfere rarefatte, la storia dell’ amicizia fra due ragazzi che condividono un appartamento in Germania e il mestiere di escort: il polacco Piotr, che vuole aprire una scuola di pugilato in Polonia, e lo spagnolo Victor, che invece fa l’escort per gli uomini. Qui abbiamo già l’interesse da parte di Benelux e Stati Uniti.
Il crime “Snow” (co-produzione Bulgaria/Ucraina), è stato invece selezionato nel concorso internazionale al Sofia Film Festival in marzo.”
E ancora, il coming of age austriaco “Chucks”, “con una stupenda colonna sonora di Apparat”, il musical finlandese “Urban Family”, e due film cechi: “Hostage”, ambientato nel periodo della Primavera di Praga, e “Laputa”, una storia che ruota intorno ad una caffetteria il cui nome è ispirato alla mitica isola che si colloca fra terra e cielo de “I viaggi di Gulliver”.
La forte vocazione internazionale, con una predilezione per la cinematografia dell’Est, “mi piace molto, sto cercando contenuti che vengano dalla Serbia, dalla Macedonia…” non esclude un’attenzione al prodotto italiano: “ho un solo film in line up perché ancora non ho esplorato a dovere il mercato dei produttori italiani, cosa che mi riprometto di fare dopo Berlino. Vorrei creare una corsia preferenziale per i film di qualità.” Aggiunge Manno, incoraggiata anche dalla vittoria di “Fuocammare” di Rosi, per il quale esprime tutta la sua soddisfazione.

A Berlino Summerside ha fatto tappa anche al Co-production Market: “sono stata selezionata per fare scouting di progetti con Summerside Productions, la realtà che si occupa di produzioni e co-produzioni internazionali con base a Roma e a Amsterdam, e presto anche in Belgio (punto a fare un accordo di partnership con una realtà belga e a lavorare anche su questo mercato). Al Co-Production market ho incontrato produttori europei con progetti molto interessanti.”
Una piccola factory che guarda anche al piccolo schermo: “sono in contatto con produttori che hanno film e serie documentarie molto adatti alla televisione, e andremo al Miptv, probabilmente con un film e con un prodotto seriale di documentari sulla musica e le culture popolari dei luoghi del mondo”.

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