FIRENZE/Finestra sul Nord

Tyttö Nimeltä Varpu elokuva / Photo by Cata PortinSe la 50 Giorni di Cinema a Firenze ha una nuova casa, la prestigiosa e tanto attesa sala del Teatro della Compagnia, si può certamente dire che anche al Festival di Cinema Nordico, la Finestra sul Nord si è rinnovata, o ha ampliato la visuale, aprendosi ad altri quattro paesi del profondo settentrione d’ Europa: Islanda, Danimarca, Svezia e Norvegia.
Questi si vanno ad aggiungere alla Finlandia, alla cui cinematografia era stata fino a ora dedicata la rassegna che, dal 2009, è parte del cartellone della 50 Giorni:
“Un anno abbiamo fatto un focus anche sul cinema ungro-finnico, ma questa è la prima volta che inseriamo i paesi scandinavi”.
Rivela a Cinema&Video International Katia Brunetto, che dirige il festival assieme a Marjo Paakkola, e Lena dal Pozzo (con la collaborazione di Bernardo Mattioni, esperto di cinema danese).
E anche all’Islanda, rappresentata dalla commedia In front of others di Óskar Jónasson.
Un’apertura di due giorni e sei film, che vogliono essere un assaggio del festival vero e proprio, che si terrà a marzo, dal 2 al 5, sempre all’interno della nuova Casa del Cinema.
A marzo arriverà anche il cinema norvegese, che in questa due giorni è presente solo come co-produttore (con la Svezia) di Underdog di Ronnie Sandhal, migliore opera prima al Festival di Zurigo e miglior film al festival di Chicago. Particolarmente importante il film danese di chiusura, il campione d’incassi in patria, The Keeper of Lost Causes, di Mikkel Nørgaard, tratto dalla fortunata serie di romanzi noir “Department Cue”.
“E’il primo di tre episodi sempre tratti da questi romanzi ed inaugura anche la nostra nuova sezione del Nordic Noir: gli altri due li presenteremo in marzo” continua Brunetto
Il noir è in effetti un genere molto ‘frequentato’ e amato al nord, soprattutto dalle serie televisive e soprattutto in Scandinavia.
La televisione attinge molto dalla letteratura, e così fa il cinema, che nel caso di “The Keeper of Lost Causes” si sta serializzando. E sempre parlando di interconnessioni, ricorda Brunetto, “ il regista del film danese A War, nominato dalla Danimarca agli Oscar 2016, Tobias Lindholm, è anche lo sceneggiatore della celebre serie tv “Borgen”.
La letteratura sarà anche protagonista della prossima edizione del festival, assicura la direttrice, assieme ad eventi musicali.
Spazio anche ai film per la famiglia, che sono un po’ la ‘specialità’ finlandese, “qui abbiamo presentato Little Wing, di Selma Vilhunen, Premio Taodue Camera d’Oro ad Alice nelle Città -spiega Brunetto-, la Finlandia è meno presente sulla scena internazionale per le serie tv e per il noir, che si sta comunque affermando (in questa due giorni ben rappresentato dal film Absolution di Petri Kotwica), anche grazie alle co-produzioni con i paesi vicini, con cui condivide, pur non appartenendo alla Scandinavia, affinità culturali, sociali e ambientazioni.”
Co-produzioni che con tutta probabilità andranno crescendo, visto che, conclude Brunetto, il governo finlandese da quest’anno ha stanziato un tax rebate del 25% per la produzione cinematografica per il 2017 (già in essere in Norvegia ed in Islanda, n.d.r.)

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