EDITORIALE/ Firenze e Torino tornano capitali

L’autunno è particolarmente amato dal cinema italiano che in questa stagione concentra i maggiori eventi festivalieri.

Lasciata alle nostre spalle la Festa del Cinema del Cinema di Roma, svoltasi a metà ottobre, in questa settimana prenderà il via il Torino Film Festival, il 18 novembre, mentre è in pieno svolgimento a Firenze la 50 giorni di cinema, maratona di 9 festival internazionali, partita il 28 ottobre con France Odeon per concludersi il 9 dicembre con Premio N.I.C.E. città di Firenze.

La 50 Giorni di Cinema, ideata e realizzata da Sistema Fondazione Toscana, è una manifestazione “corale”, dove all’identità di ciascun Festival (tra cui il glorioso Festival dei Popoli) viene anteposto il valore del brand Firenze, nel senso della città e del suo pubblico, con l’ obiettivo di soddisfare una domanda ampia e diversificata – non solo nei generi, ma anche e soprattutto nei luoghi di produzione – e con l’ambizione di sviluppare la sensibilità verso il cinema come prodotto di cultura . Un’altra scelta che caratterizza questa iniziativa è l’aver concentrato l’offerta in un’unica sala, piuttosto che distribuirla in più cinema cittadini. L’operazione, poco comprensibile negli anni scorsi, ha senso ora (a partire da questa edizione, la decima) che la 50 Giorni ha trovato “casa” a La compagnia, sala cinematografica di proprietà della Regione Toscana, inaugurandone la riapertura.

Vocazione metropolitana, quella della 50 Giorni, che ha un illustre precursore nel più antico Torino Film Festival: si chiamava Festival Internazionale Cinema Giovani alla sua prima edizione, nel 1982, nato per scoprire i giovani talenti. Nel tempo il festival si è evoluto, assumendo, nel ’98, l’attuale logo, sempre più attento al suo posizionamento nel calendario dei grandi festival internazionali.

E tuttavia rimane forte il radicamento al territorio del TFF, che realizza anche, sul modello della Berlinale, una serie di iniziative oltre le sale cittadine, in altri luoghi della città e della regione.

L’identità del Festival è presidiata da Paolo Damilano., presidente del Museo del Cinema e della Film Commission Torino Piemonte: attento alla “ricaduta” della manifestazione sul territorio, in una recente intervista ad un quotidiano Damilano non ha nascosto il “sogno” di spostare le date del Festival in Giugno, convinto che la stagione estiva moltiplichi l’attrattività del Torino Film Festival.

In attesa di sviluppi, affiorano nostalgiche suggestioni, con Torino e Firenze che, grazie al cinema, per una stagione, tornano ad essere capitali.

 

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