FILM ITALIANI ALL’ESTERO/Gli esercenti consigliano

In italiano passaparola, in inglese word-of-mouth, probabilmente il più antico strumento  di marketing, ma tuttora super efficiente. Basta dare un’occhiata agli studi di un colosso dell’analisi dei mercati come Nielsen per rendersi conto  che i suggerimenti che provengono direttamente da una persona di cui ci si fida hanno una forza di convincimento praticamente insuperabile.
E allora perché non applicare tale metodo anche per segnalare quali tra i film italiani più recenti siano i più adatti per intercettare il gusto degli spettatori che in tutto il mondo apprezzano il cinema del Bel Paese?
MEDIA Salles ha perciò chiesto anche quest’anno a diversi esercenti di tutt’Italia di indicare ai propri colleghi stranieri questi titoli. Ne è emerso uno scenario variegato: produzioni che hanno già trovato una vastissima distribuzione all’estero – “Dogman” e “Ella e John” per citare due titoli per tutti, seguendo i consigli di Giancarlo Giraud, del Club Amici del Cinema di Genova– ma anche opere che hanno appena iniziato il loro viaggio oltre frontiera o che sono ancora tutte da scoprire da parte del pubblico internazionale.
Proprio su queste vogliamo concentrarci.

Uno stretto legame con un territorio amato all’estero – e con uno dei prodotti simbolo dello stile di vita italiano – lo esprime “Finché c’è prosecco c’è speranza”, opera prima di Antonio Padovan. A suggerirlo sono Gambina e Tizian, che lo definisce un film godibilissimo in cui i meravigliosi panorami di Valdobbiadene e Conegliano fanno da sfondo a un’avvincente storia noir.
Lo hanno già visto – o lo vedranno – gli spettatori della Polonia (luglio 2018), Cina e Oceania. D’Amelio e Gambina propongono un altro film – i cui diritti sono già stati venduti per Australia, Nuova Zelanda e Cina – con un’ambientazione particolarmente interessante: stavolta è quella milanese, scelta da Francesca Archibugi per “Gli sdraiati”, ritratto di adolescenti borghesi che piace anche a Bressan.
Il programmatore del Cristallo vede nel richiamo all’arte uno dei fattori – oltre all’originalità del linguaggio adottato per raccontare una vicenda di mafia – che fanno di “Una storia senza nome” di Roberto Andò un film adatto ad attraversare le frontiere.
Questo è anche il parere di Francesca Polizzi, del Multisala Apollo di Messina, che suggerisce pure “Tutto quello che vuoi”, di Francesco Bruni, opera in perfetto stile del momento, capace di parlare di affetti in modo insolito e di generazioni che si incontrano. Piace anche a Lorini e a Tomelleri, che ne sottolinea il messaggio positivo che ne fa un film particolarmente adatto al pubblico delle sale, come anche “Easy, un viaggio facile facile”, opera prima di Andrea Magnani, segnalato anche da Capellupo. Già uscito in Ucraina, paese coproduttore, ha trovato un distributore anche in Turchia e Cina.

Il tema della ricerca della felicità torna in “Hotel Gagarin”, una commedia divertente ed emozionante consigliata da Vittorio Polin, esercente a Montebelluna e da Nicola Curtoni, esercente appena rientrato da un’esperienza come programmatore in Francia ed ora al Cinema Teatro Mignon di Tirano.
L’opera prima di Simone Spada è stata comprata per diversi paesi dei Balcani e per la Cina.
Sempre nel clima della commedia, si colloca “Come un gatto in tangenziale”, suggerimento di Vittorio Mastrorilli, esercente del Cinema Pellico di Saronno, e di Giulio Rossini.
Già uscito nell’estate in Grecia, il film di Riccardo Milani ha distributori in Spagna, Estonia ed Oceania.

Ed infine una manciata di opere legate a nomi dalla fama consolidata, a partire da “Il ragazzo invisibile – seconda generazione” di Gabriele Salvatores, segnalato da Lorini e da Protti che ne sottolinea l’impronta internazionale. Ancora Protti, ma anche Lorini e Bizzarri suggeriscono “Euforia”, l’opera seconda di Valeria Golino, che esplora nuovamente il tema della malattia, con un tocco contemporaneamente lieve e profondo. Uscito di recente in Italia, previsto in Francia in gennaio, è atteso anche in un’altra decina di mercati, tra cui la Penisola Balcanica, Australia e Nuova Zelanda.
“A casa tutti bene”, il più recente film di Gabriele Muccino – segnalato da Gambina, Lorini, Padula, Tizian e i Lungaro – è invece già stato visto in aprile in Portogallo e in agosto in Germania, Austria e Francia.
I Lungaro di Alcamo raccomandano pure “La tenerezza” di Gianni Amelio, apprezzato anche dal quasi omonimo D’Amelio e da Capellupo. Previsto in uscita in Giappone all’inizio del 2019, ha diversi distributori in Sud America.

Un discorso a parte merita “Sulla mia pelle”, il film di Alessio Cremonini presentato a Venezia tra le polemiche suscitate dalla sua distribuzione firmata Netflix. Segnalato da D’Amelio, Polin, Rossini e Bressan, che ne sottolinea il significato civile e i valori estetici, esce in tutto il mondo attraverso la piattaforma.

E in ultimo, come non parlare dei contenuti aggiuntivi, vera novità di questi ultimi anni? Ci sarebbe materiale per un altro articolo, ma non possiamo non citare almeno una manciata di suggerimenti: da Salvatore Indino, del Cristallo di Cesano Boscone, “Bernini” e “Mathera”, da Vittorio Mastrorilli “Michelangelo Infinito”, da Ferdinando Cicolella “Caravaggio, l’anima e il sangue”, da Giulio Rossini “La Gazza Ladra”.

Insomma, cinema, arte, musica: questi i volti dell’Italia all’estero.

 

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