FILM COMMISSION E ANIMAZIONE/ I “Poli” si moltiplicano

L’attrazione che l’animazione mostra di esercitare nei confronti del territori, probabilmente non deve stupire, ma forse la proposta lanciata alle film commission da Cartoon Italia, in occasione del Mia di Roma nello scorso ottobre, necessita di un aggiornamento.

Ad iniziare dal nome: “Poli dell’Immagine”. Sei mesi fa la proposta di costruire distretti territoriali dll’animazione partiva dalla certezza che avrebbe trovato pronto il Piemonte, già strutturato al tal fine, e dalla previsione che almeno un paio di altre regioni aderissero all’iniziativa.

A sei mesi di distanza, e lo abbiamo verificato nell’incontro organizzato da Cartoon Italia, ospitato nello scorso 13 aprile da Cartoons on the Bay a Torino, i“Poli” si sono moltiplicati.

Il modello francese da cui si era partiti ( il Pôle Image Magelis di Angoulême , maggior ente di promozione territoriale della filiera dell’immagine in Europa ) è stato superato : “Si va delineando un Paese costellato da una serie di hub collegati tra loro”, ha detto Stefania Ippoliti nella doppia veste di presidente di Italian Film Commissions e di responsabile di Toscana Film Commission: “ogni regione svilupperà un proprio modo di accogliere le imprese che fanno animazione”. Nell’incontro di Torino c’erano infatti, oltre a quella del Piemonte, le film commission del Lazio, della Sardegna, delle Marche, della Toscana, della Puglia; e anche chi non c’era ( dalla Lombardia alla Campania), ha titolo per entrare a far parte di quello che ora si potrebbe definire, rischiando l’ossimoro, un “polo diffuso” dell’animazione.

A Cartoon Italia, che con i suoi associati e la propria rete di contatti internazionali s’impegna a “portare lavoro” e a creare le connessioni tra aziende produttrici, scuole e centri di ricerca, le regioni offrono le loro risorse, ognuna seguendo la propria vocazione.

Perchè l’animazione, come ha sintetizzato Cristina Priarone direttrice di Roma Lazio Film Commission, ha due caratteristiche molto appetibili per i territori: la transnazionalità e la continuità occupazionale.

Come previsto, la Regione Piemonte è stata la prima ad aver siglato il protocollo d’intesa con Cartoon Italia. Si sviluppa lungo tre assi, ha schematizzato Paolo Manera direttore di Film Commission Torino Piemonte: il sostegno a manifestazioni come Cartoons on the Bay, che favorisce lo scambio con professionisti internazionali e rafforza il rapporto con Rai; la logistica, fatta di aziende d’animazione basate in Piemonte ( “la magica dozzina”) , il Centro di Produzione Rai, il Corso di Animazione del Centro Sperimentale di Cinematografia, il Politecnico, le due associazioni nazionali di categoria ( Cartoon Italia e Asifa Italia); il sostegno finanziario: la Regione ha reso disponibili strumenti di facilitazione all’accesso al credito per società di produzione piemontesi o con residenza in regione.

Se il Piemonte ambisce a divenire una sorta di “cartoon valley”, il Lazio schiera la potenza di fuoco dei fondi ( su un totale di 23 milioni, 10 sono finalizzati alle coproduzioni internazionali) con l’impegno, ha assicurato Cristina Priarone, di renderli più “tailor-made” al settore dell’animazione, con tempistiche più aderenti ai suoi processi produttivi. Priarone ha poi voluto sottolineare il ruolo attivo della Film Commission in un piccolo festival laziale, “La città incantata”, con la creazione di “Meet my toon”, incontro tra produttori, disegnatori e cartoonist. Anche la Puglia si sta attivando con la creazione di un Polo del Sud – lo ha comunicato Luciano Schito di Apulia Film Commission – e con un fondo dedicato all’animazione.

Altre vie, per chi non ha la potenza dei Fondi, portano in Toscana, che lavora sull’accoglienza: luoghi di attività di cineporto e di specializzazione come Manifatture Digitali Cinema di Prato e di Pisa, cui si aggiunge la recente collaborazione con la ex Manifattura Tabacchi di Firenze, in grado di ospitare aggregazioni di studi d’animazione . Stefania Ippoliti ha citato esperienze con Doghead Animation a Firenze e ha anticipato l’arrivo a Manifatture Digitali Cinema di Prato di un’importante film d’animazione (non è ufficiale, ma dovrebbe essere la nuova opera di Enzo D’Alò, ndr). Il criterio ispiratore è quello della bottega rinascimentale, con maestri e allievi che insegnano e apprendono lavorando; l’intento è raggiungere nell’animazione i risultati ottenuti nella la fiction televisiva, che ha portato a MDC di Prato la realizzazione dei costumi per la terza stagione della serie “ I Medici”.

Verso il digitale, l’alta tecnologia e l’innovazione, è proiettata la Sardegna, la cui Film Commission ha avviato lo scorso anno, in collaborazione con Cartoon Italia, Cartoon MEDIA Europa e Rai Ragazzi, il progetto NAS ( Nuova Animazione in Sardegna) , un laboratorio permanente di animazione, video giochi, virtual reality e graphic novel, finalizzato alla formazione di professsionalità altamente specializzate. Susanna Tornesero, di Fondazione Sardegna Film Commission, ha ricordato, nell’incontro di Torino, l’appuntamento di Cartoon Digital, evento di networking che dal 20 al 24 maggio prossimi ospiterà a Cagliari oltre 30 esperti internazionali del settore. Nella stessa occasione gli “Italian Days” ( il 20 e 21 maggio) faranno il punto sullo stato dell’arte dell’animazione in Italia.

Fuori dal coro l’intervento di Anna Olivucci, responsabile di Marche Film Commission, preceduto dal video teaser col quale Animavì , Festival di cinema d’animazione e arte poetica di Pergola, ha lanciato la sua quarta edizione ( dal 10 al 14 luglio). Il video si apre con le parole di un illustre ospite di una trascorsa edizione del Festival, Wim Wenders, immerso nella campagna marchigiana: “Nelle Marche tutto è spettacolare e dolcissimo nello stesso tempo – dice – non ci sono linee rette, tutto è curvo, è come se galleggiasse”.

Nelle Marche, la cui amministrazione regionale ha aderito al progetto di Cartoon Italia, il tratto identitario è la vocazione all’immagine pittorica; la sua cifra stilistica – ha confermato Olivucci – è nelle linee curve del paesaggio evidenziato da Wenders. La Scuola del Libro d’Arte di Urbino, che ha formato artisti come Simone Massi e Roberto Catani, ha creato un’identità autoriale preziosa e fragile , la cui affermazione , sembra richiedere Olivucci, necessita di un grande sostegno anche ( soprattutto) esterno. Perchè nelle Marche, ha ammesso, “c’è difficoltà a fare squadra”.

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