FC VALLÉE D’AOSTE TORNA IN PISTA

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Film Commission Vallée d’Aoste torna in pista. “Ci rimettiamo sul mercato, dallo scorso novembre stiamo lavorando a testa bassa”: dopo qualche mese di stallo della struttura (che dallo scorso ottobre ha un nuovo presidente, Simone Gandolfo), la direttrice Alessandra Miletto è determinata a recuperare il tempo perduto, riavviando la macchina organizzativa, e mettendo in cantiere nuovi progetti , in linea con l’identità audiovisiva della Val d’Aosta, fortemente legata al territorio. ”Un territorio piccolo ma molto complesso” puntualizza Miletto, una specificità che si traduce nella qualità dei servizi: “ ci permette di essere rapidi ed efficaci, sia dal punto di vista logistico che burocratico e amministrativo”.

Cita ad esempio la risposta data, nello scorso dicembre, alla produzione di “Trust”, la serie tv statunitense diretta da Danny Boyle: “Il line producer cercava urgentemente una strada innevata con caratteristiche che la Valle d’Aosta poteva offrire. Abbiamo pensato subito alla strada del Gran San Bernardo, libera da veicoli, in quanto il tunnel in quel periodo era chiuso per problemi tecnici”. E’ stata sufficiente mezza giornata per decidere, di concerto con la Regione e la SITRASB, la società di gestione del traforo: dopo due giorni di sopralluoghi, e nel giro di una settimana la troupe era sul posto.
“Le riprese, si trattava degli ultimi ciak della serie, sono durate solo un paio di giorni, ma con una troupe “pesante”, pur essendo la seconda unit”.

La Valle d’Aosta è un territorio piccolo e prezioso, che custodisce imponenti paesaggi naturali ma anche un patrimonio storico e artistico rilevantissimo. Aosta è definita la “Roma delle Alpi”,per la ricchezza di reperti monumentali (fu fondata nel 25 AC col nome di Augusta Praetoria), e tutta la regione può vantare una ventina di castelli, medievali, rinascimentali e ottocenteschi, utilizzabili per le riprese. “Un altro grande atout – continua Miletto – è che le location storiche, di proprietà della Regione, vengono concesse a titolo gratuito o a condizioni estremamente agevolateFra gli impegni futuri abbiamo messo in calendario dei tour per autori e produttori: li accompagneremo a scoprire la nostra terra e le opportunità che offriamo”.

Seguendo una tendenza comune alle film commission più attive, la mission di Film Commission Vallée d’Aoste non si limita all’offerta di location: “Stiamo lavorando ad un fondo per lo sviluppo”. Il nuovo fondo, che vedrà presto la luce (“dobbiamo riscrivere il regolamento: la legge è del 2010, e necessita di un aggiornamento”), si affiancherà a quello esistente, dedicato al sostegnodelle produzioni nazionali e internazionali che girano sul territorio, con una nestra privi- legiata sul documentario. Genere, quest’ultimo, che lega la produzione alla formazione, dentro una strategia che punta alla crescita delle professionalità locali, con un’attenzione particolare ai giovani talenti.

Nello scorso novembre, infatti, è stato riaperto il bando Vallée d’Aoste DOC Film Fund, e nello stesso mese si è tenuta la seconda edizione di FrontDoc, festival sul documentario e cinema di frontiera, sostenuto dalla Film Commission che al suo interno ha creato FrontLab.
Nel 2017 la dotazione complessiva è stata di 750.000 euro (di cui 300.000 in dotazione al Fondo) e il 2018 si attesta approssimativamente sulle stesse cifre: “Significa poter aumentare le risorse sulla formazione, sia per professionisti che nelle scuole” e fare attività di scouting, nell’obiettivo di sostenere i giovani filmmaker:
“Oltre ai grandi Mercati e Festival internazionali – ci stiamo preparando per l’European Film Market di Berlino, che per noi è la prima occasione di rilancio internazionale, con l’opportunità di incontrare produttori e autori e comunicare la ripresa della piena operatività della Film Commission- siamo anche molto interessati a circuiti di dimensioni più contenute dove molte sono le occasioni di scoprire nuovi progetti”.
Miletto cita ad esempio il Torino Film Lab e lo Short Film Market di Torino, tenutisi nello scorso autunno e When East Meets West, che si è da poco concluso a Trieste: luoghi dove i lm prendono forma, progetti senza una grande produzione alle spalle ma spesso con buone idee e verso cui il sostegno è utile anche per attivare la partecipazione produttiva di altri partner.

Emerge un’altra caratteristica della Film Commission Vallée d’Aoste: la propensione a “fare rete”, in primo luogo con le altre Film Commission con cui, assicura Miletto, c’è un rapporto di collaborazione, sia come membri dell’associazione Italian Film Commissions, sia come già sperimentato nelle fortunate esperienze di “TIR” di Alberto Fasulo, sostenuto dalle lm commission di Valle d’Aosta, Piemonte, Friuli Venezia Giulia e Alto Adige e di “Sagre Balere” di Alessandro Stevanon, sostenuto dai bandi per il documentario di Valle d’Aosta, Piemonte, Liguria ed Emilia Romagna.

Oltre ai sostegni, Alessandra Miletto e il presidente di Film Commission Simone Gandolfo guardano ad altre forme di collaborazione tra lm commission, “ forse qualcosa di più: cerchiamo sinergie”.

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