EVENT CINEMA/La diretta dietro casa

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MAGNITUDO FILM/Con Chili in Sala

E’ stato il Concerto di Ligabue da Campovolo il primo film evento in Italia: era il 2009, neppure dieci anni fa, eppure sembra di parlare di un’epoca lontana. Si era agli albori della digitalizzazione in Italia, che fu aiutata anche da questo tipo di prodotti, nuovi per il cinema, e da chi, come Nexo Digital, decise di puntare su questa scommessa editoriale, costruendo contemporaneamente il network tecnologico che la supportava.
“Grazie all’accordo con Eutelsat, che ho convinto a sposare il nostro progetto tecnologico, noi
vendevamo il contenuto contemporaneamente alla fornitura in comodato d’uso agli esercenti.
Abbiamo attrezzato circa 100 sale da Nord a Sud con kit cinematografici che ci davano la possibilità
di trasmettere per la prima volta i contenuti in diretta satellitare. Subito dopo ci sono stati i concerti dei Metallica, dei Red Hot Chilli Peppers…”
E’ così che Nexo Digital, come dichiara il suo amministratore delegato, Franco Di Sarro, “ha gettato le basi per rivoluzionare il mercato cinematografico italiano, attraverso la scoperta di nuovi generi”.
Alla serie di concerti pop e rock al cinema (Nexo Live) si affianca poi Nexo Legend (“comprai dalle Major una cinquantina di film fra i più importanti della storia del cinema americano, che abbiamo restaurato in forma digitale e portato al cinema come evento, iniziando da “Ritorno al Futuro”, che fece 45 mila spettatori in un giorno”).
E ancora Nexo Fine Arts, con cui arrivarono al cinema prima i balletti (“il primo fu il Bolshoi in diretta satellitare da Mosca”) e, finalmente, l’arte figurativa.
“Abbiamo cercato di lanciare i film d’arte come fossero tour all’interno di musei e esposizioni d’arte, e il pubblico ha reagito molto favorevolmente: con la mostra di Leonardo Da Vinci alla National Gallery facemmo il tutto esaurito in Italia. Da qui abbiamo deciso di rivolgerci all’estero, iniziando a esportare in tutto il mondo, 4 o 5 anni fa, le nostre co-produzioni con Sky, dai “Musei Vaticani”, a “Firenze e gli Uffizi” , “Raffaello il Principe delle Arti”.  Abbiamo creato così un network, che oggi comprende oltre 4500 cinema in 60 paesi, in alcuni dei quali distribuiamo direttamente, ad esempio in Canada, Francia, Sud America, Olanda, Belgio, Svizzera…”

Non è un caso che anche Magnitudo Film, che di questi ultimi prodotti ha curato la produzione
esecutiva per Sky, si sia lanciata da un anno anche nella distribuzione nazionale ed  internazionale
dei propri titoli (LEGGI QUI). A questo si accompagna anche un nuovo corso produttivo
indipendente.
“Tutti i paesi del mondo hanno una forte sensibilità e attenzione verso l’arte italiana, adesso stiamo assistendo ad una particolare apertura da parte della Cina e dei paesi asiatici: oggi sono loro che ci cercano sui nuovi contenuti.” Spiega Chiara Telarucci responsabile per le vendite nazionali e internazionali della società.
“Ogni paese ha la propria peculiarità, alcuni amano gli artisti, altri le città d’arte o i periodi storici. Il mondo anglosassone è molto attratto, ad esempio, da un prodotto come “Dinosaurs for sale”, dove una troupe ha seguito il lavoro degli archeologi, prima in Wyoming, nel brevissimo lasso di tempo in cui le ossa di dinosauro possono essere estratte senza rovinarsi; poi in laboratorio, e quindi alle aste dove le ossa vengono vendute.”
“In Francia, invece, va molto bene la parte delle opere e dei concerti, – continua Telarucci. – Per questi ultimi e per i contenuti d’arte c’è inoltre un grande interesse da parte dei paesi dell’Est, grazie anche al grande lavoro di società come Pannonia Entertainment”.

Pannonia Entertainment è stata fondata 6 anni fa da Klaudia Elsässer, con lo scopo, chiarisce quest’ultima, “di promuovere e migliorare la conoscenza delle arti”.
“Io stessa sono un’insegnante – spiega Elsässer – e la nostra ‘missione educativa’ tocca la letteratura globale, la storia, la storia dell’arte, la musica. Gli spettatori dell’Est europeo (soprattutto Ungheria, Polonia, Repubblica Ceca, Slovacchia, Romania) sono grandi amanti del teatro, dell’arte, del balletto e dell’opera, e percepiscono la nostra offerta come qualcosa di unico, di speciale, che permette loro di entrare in teatri che non hanno mai visitato, come il Covent Garden, La Scala, L’Opera de Paris”.
Questo fa sì che siano anche molto esigenti, e che, in certi casi, la distribuzione rappresenti una discreta sfida finanziaria: “la preparazione dei sottotitoli, ad esempio, che devono essere perfetti ad ogni livello, rappresenta sempre una questione spinosa nelle negoziazioni con i venditori: soprattutto nel caso delle opere e dei balletti, diventa difficile competere con i brand più forti, che vantano una lunga tradizione di global broadcasting”.
Le arti figurative, protagoniste della serie di proiezioni “Art Beats”, hanno invece sempre i sottotitoli nelle lingue dei vari paesi, anche perché, spiega Elsässer, “non li consideriamo event cinema, in quanto la loro programmazione nelle sale è piuttosto ampia e continuativa, e sono diventati parte del nostro catalogo.”
“Musei Vaticani”, ad esempio, ha totalizzato più di 12.000 spettatori in Ungheria, 3.000 in Slovacchia, 4.000 in Repubblica Ceca, e sono numeri in crescita.
Nonostante non siano considerati event cinema, è grande l’impegno per cucirgli addosso degli eventi: “da sempre lavoriamo con istituzioni culturali ed educative per promuovere cicli di proiezioni, come “Art Beats” , ad esempio, al Várkert Bazár in Budapest, nel distretto dei castelli medievali.
Inoltre, cerchiamo di creare degli happening, invitando sempre qualche personalità il giorno dell’uscita: un curatore, uno scrittore, un fotografo. A Praga, ad esempio, lanceremo “Hitler vs Picasso and others”, “Van Gogh fra il grano e il cielo” e “Caravaggio”, alla presenza di un pittore ceco contemporaneo.”

C’è poi il grande interesse degli Stati Uniti per l’architettura, per Palladio nello specifico, che è stato dichiarato padre dell’architettura americana nel 2010. “Palladio” è una delle produzioni più recenti di Magnitudo, un road movie fra i palazzi del potere e gli edifici palladiani degli Stati Uniti, condotto dall’architetto Gregorio Carboni Maestri, e da due archistar, professori delle Columbia University e di Yale. Il film culmina in una cena che viene fatta in Italia in una villa palladiana, villa Saraceno, alla presenza dei maggiori esperti di Palladio, fra cui il conte Foscari, di villa Foscari-Malcontenta, il conte Valmarana, proprietario di villa La Rotonda, e lo stesso Carboni Maestri.
La ‘parola agli esperti’ è un tratto distintivo del nuovo percorso produttivo indipendente di Magnitudo, come spiega Telarucci: “l’amministratore delegato di Magnitudo, Francesco Invernizzi sta percorrendo la strada dei documentari puri, privi di quegli elementi di fiction che invece erano presenti nella realtà co-produttiva con Sky, in “Caravaggio, l’anima e il sangue”, ad esempio. E con delle robuste basi scientifiche” .

Come “Bernini”, appena ultimato, dedicato alla spettacolare mostra ospitata dalla Galleria Borghese, dove 60 capolavori dello scultore ‘sono tornati a casa’, e in cui “la narrazione della direttrice della Galleria, Anna Coliva, si intreccia con le interviste degli esperti”. O il già citato “Dinosaurs for sale”, dove “l’approccio scientifico, si sposa con riprese on location in spettacolari spazi desertici”.
Altro titolo in fase di pre-produzione, è “Leonardo”, che sarà realizzato per il 500esimo anniversario della morte di Da Vinci, nel 2019, e che “tratterà tutte le varie aree del genio di Vinci”.
Certamente Leonardo rappresenta un brand, e i brand funzionano sempre molto bene e sono richiesti a livello internazionale. Accanto a questi, Magnitudo punta però anche su prodotti di nicchia, come “Wow – World of Wonder” che racconta delle cosiddette stanze delle meraviglie, in cui principi, imperatori e re, a partire dal ‘500, riuniscono oggetti mai visti, animali, elementi di storia naturale provenienti da tutto il mondo, per illustrare la vastità del proprio impero destando stupore.
Racconta Invernizi:
“sono le prime vere collezioni private, oggi ospitate in castelli, ville, dove siamo entrati intervistando una ventina di esperti e offrendo una visione esclusiva al pubblico. Un progetto mai realizzato prima, estremamente affascinante. L’abbiamo girato in Italia, a Vienna, e in Francia. Abbiamo già ottenuto un riscontro importante a livello internazionale, soprattutto europeo, e ora stiamo trattando l’estremo oriente (Cina, Giappone, Corea, Hong Kong), e con alcuni paesi del Sud America, come Colombia e Argentina.”
“Wow” è già approdato nell’Europa dell’Est con Pannonia, dove da poco è anche uscito “Hitler versus Picasso and the others”; “Caravaggio, l’anima e il sangue” invece arriverà in settembre, assicura Klaudia Elsässer, “più tardi, probabilmente durante le feste, sarà la volta di “Van Gogh fra il grano e il cielo” (che Nexo ha co-prodotto con 3D produzioni), e all’inizio del 2019 “Klimt e Schiele” e “Monet and the Water Lilies” (una co-produzione Nexo-Ballandi Art).
Con questi ultimi due titoli (di cui“è quasi ultimata la produzione”, anticipa Di Sarro), Nexo Digital prosegue col filone artistico, senza tralasciare l’esplorazione di nuovi territori. E’ appena uscito in 180 sale in Italia “Favola”, il film evento prodotto da Palomar, tratto dalla piece teatrale che Filippo Timi portò in giro per l’Italia qualche anno fa con grande successo.
Altra scommessa di Nexo è quella delle Anime giapponesi. “Programmiamo due stagioni all’anno con 6-7 titoli evento che portano al cinema fra i 30 e 80 mila spettatori in due giorni- continua Di Sarro.- Cerchiamo di costruire, attorno agli eventi, delle comunità che poi fidelizziamo. Quello delle Anime giapponesi è un pubblico molto ben definito, con cui ormai abbiamo stretto un rapporto.
All’interno delle sale si stabiliscono altri tipi di rapporti fra un pubblico che magari prima era più sedentario, e invece oggi si incontra, si conosce, si traveste.”
La stessa cosa vale per i film d’arte, che funzionano molto bene, in Italia e all’estero, con gli spettatori di fascia d’età più elevata, i pensionati per intendersi, che, dice Elsässer, “spesso ritornano, facendo un prezioso lavoro di passaparola”. “Ho conosciuto molti spettatori pensionati che hanno sviluppato una vera e propria passione nei confronti di questi film: al cinema vedono cose che magari sono spiegate
più in dettaglio rispetto all’esperienza reale del museo – conferma Di Sarro. – E che comunque poi decidono di visitare tutti i musei visti su grande schermo”.
Ma l’attenzione ai più giovani resta sempre alta: “collaboriamo con il MIUR e Agis Scuola, inoltre lavoriamo a nostri progetti durante l’anno, con una programmazione ad hoc per le scuole. Abbiamo creato un format, ‘L’Italia a scuola del bello’, dedicato all’arte e alla scuola”, sottolinea Di Sarro.
“C’è molto da fare per aumentare la consapevolezza della bellezza di questi film…Si può addirittura imparare le lingue con i film! – rivela Elsässer, – io stessa organizzo dei cine-club dove insegno lezioni di
lingua e cultura inglese con le trame delle opere, dei balletti, dei film d’arte che distribuiamo. La nostra popolazione sta invecchiando, ma non dobbiamo perdere d’occhio gli adolescenti: è importante intercettare il loro interesse per integrarli in una comunità di fruizione condivisa.”

 

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