EUROPEAN FILM FORUM/Globablizzazione delle storie europee

671 film europei sono stati distribuiti fuori dall’Europa nel 2017 e, grazie soprattutto all’aumento dei biglietti di film europei venduti in Cina, questo ha generato una crescita complessiva del 18,7%

“Obiettivo centrale del nuovo Programma MEDIA è far viaggiare i film europei nel mondo, e risolvere il paradosso per cui, pur essendo l’Europa molto amata nel mondo, i suoi film non sono abbastanza distribuiti al di fuori dei suoi confini”, ha dichiarato Roberto Viola, Direttore Generale di DG Connect dell’Unione Europea, in apertura dell’European Film Forum, svoltosi oggi, 31 agosto, nell’ambito della 76esima Mostra del Cinema di Venezia, e dedicato al tema della Globalizzazione delle storie europee.

“Domani sera celebriamo la premiere di The Young Pope: quando ho letto le prime pagine della sceneggiatura della serie creata da Sorrentino sono rimasto affascinato da quella che era un’idea molto di nicchia, molto italiana, che poi abbiamo fatto diventare un fenomeno globale in alcune settimane, coinvolgendo i coproduttori internazionali” , ha raccontato Gary David, CEO di Sky Studios.

“Li’ndustria non è più sostenibile in una logica di mercato locale” ha sottolineato  Iole Maria Giannattasio, coordinator of the research unit- DG Cinema and Audivisual- MIBAC, che ha ricordato i diversi strumenti messi in campo per promuovere l’internazionalizzazione: “abbiamo incrementato il  budget, investendo molto anche nello sviluppo, e supportando anche i singoli sceneggiatori, senza una produzione dietro, sosteniamo workshop internazionali, siamo entrati nel programma Ibermedia, essendo l’unico paese non iberoamericano rappresentato, e questo grazie alla prossimità culturale e alla massiccia presenza di italiani in Sud America.E ovviamente guardiamo anche a Est, soprattutto alla Cina, dove proprio un film italiano, “Perfetti sconosciuti” è stato un clamoroso caso di successo.”

L’ultima sessione del Forum era dedicata al tema del fare squadra creando coproduzioni (internazionali, ma anche nazionali) che attraggano audience internazionali

“Nel panorama contemporaneo dominato dalle piattaforme, la tv pubblica resta il volano dell’industria nazionale, attraverso la quale promuovere la diversità e sviluppare progetti in grado di viaggiare fuori dai nostri confini. Il nostro obiettivo infatti è duplice, da una parte rimanere un servizio pubblico universale, che intercetti anche gli spettatori più giovani, dall’altra diventare una vera media company creando progetti che possano poi essere sfruttati dai canali non lineari.” Ha dichiarato Eleonora Andreatta, head of Drama, Rai.

Una risposta allo strapotere delle piattaforme è The Alliance, la joint venture creata un anno fa da Rai, ZDF e France TV,  che Andreatta definisce “un modo di lavorare assieme su un intero line up di progetti fin dall’inizio, che aiuta i produttori ad avere una distribuzione internazionale. Sono già 4 i progetti che stiamo per girare, e 2 sono italiani. Uno è “Leonardo”, l’altro una serie high concept rivolta ai giovani  per Rai Due, nata dalla nostra scuola di sceneggiatori.”

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