EMILIA ROMAGNA/Le Vite degli altri

Da sempre l’Emilia-Romagna ama il cinema di realtà, e ben prima dell’approvazione della Legge 20/2014, che ha riformato i settori del Cinema e dell’Audiovisivo del territorio, attraverso Emilia-Romagna Film Commission, ha dato  particolare sostegno al documentario, e soprattutto a quello realizzato dalle nuove generazioni di videomakers.
Per esempio attraverso il supporto all’’Associazione D.E-R – Documentaristi Emilia Romagna, (50 iscritti operativi, di cui la metà giovani), che, da oltre un decennio, in partnership con la Regione e l’Assessorato alla Cultura, realizza e promuove iniziative rivolte a tutti i documentaristi, stimati in più di 500 fra autori e produttori, di cui il 50% giovani.

Nel 2016 Emilia-Romagna Film Commission ha sostenuto direttamente lo sviluppo di 4 documentari e la realizzazione di 9 (sia a valere sul bando nazionale ed internazionale, sia rivolto alle case di produzione regionali) con un contributo regionale complessivo di quasi 307.000,00 euro da spalmare sui 13 progetti, il cui budget totale superava il milione e duecentomila euro, e che hanno prodotto una spesa sul territorio regionale di quasi 800.000 euro.
Più o meno nello stesso periodo in cui veniva concepita la nuova legge cinema, prendeva il via anche un importante appuntamento di mercato all’interno del Biografilm Festival, storica manifestazione legata alla città di Bologna e alla sua Cineteca, il Bio to B, che il suo direttore, Andrea Romeo, definisce “un business meeting molto puntuale, collocato nei giorni immediatamente successivi al mercato di Sheffield, ovviamente più grande e più storico di noi, ma rispetto al quale ci siamo specializzati su progetti doc di ambito biografico per il grande schermo e focalizzati sui work in progress.”

L’offerta per i professionisti internazionali è di 20 fra i migliori progetti di documentario in produzione o post-produzione, di cui almeno 5 emiliano-romagnoli (“selezionati, assieme a Regione e a DER per proteggere il prodotto regionale”), 10 italiani, e 5 stranieri.
Saranno circa una ventina i sellers nazionali rappresentati (fra cui Le Pacte e l’americana Magnolia), e 9 di questi comporranno una giuria che assegnerà tre premi al miglior lm regionale, italiano ed europeo.
Nella proposta del Biografia Film Festival, inoltre, il documentario ha un ruolo centrale, anche se Andrea Romeo non ama particolarmente le categorizzazioni:
“Per me il documentario non è un sistema chiuso ma un bel modo di intendere un universo di narrazione a cui il festival rivolge gran parte delle sue attenzioni, in maniera non esclusiva. Certo, la vocazione documentaristica del cinema è caratteristica predominante di alcuni film e di alcuni autori, e ci sono sempre più prodotti ambigui, ma non per questo non interessanti o scorretti dal punto di vista dell’etica del documentario”.
A sostegno di questo, Romeo porta esempi di titoli che distribuisce con la sua I Wonder Pictures (che in listino conta principalmente documentari e vanta successi quali i premi Oscar “Sugar Man”e “Citizen 4”, “ e Act of Killing”, “ e Gate keepers”, “La memoria dell’Acqua” “ e Look of Silence”):
““Stop the pounding heart” di Roberto Minervini è stato in alcuni festival nel concorso documentari e in altri nel concorso fiction, a San Sebastian credo in tutti e due contemporaneamente; “All these sleepless nights” di Michal Marczak ha vinto la sezione documentari del Sundance e io lo considero una fiction, il “Jules et Jim” della nostra generazione, a cui lavoriamo da mesi e che lanceremo con forza. Al di là delle definizioni, quel che conta è che è un gran bel cinema, un bel modo di leggere la contemporaneità, che sta trovando sempre maggior pubblico e che, guarda caso, va di pari passo con l’onda straordinaria del biografico nel cinema di finzione.”

Fra i più recenti titoli I Wonder, “Life Animated”, “che abbiamo appena distribuito, e di cui avremo il regista, Roger Ross Williams, in giuria al Festival. Distribuiremo poi “La principessa e l’Aquila”, successo straordinario negli Usa, e “Vangelo” di Pippo del Bono, molto apprezzato a Venezia.”

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