EMILIA ROMAGNA/Anno uno per il Fondo

Bilancio positivo per il Fondo di sostegno all’audiovisivo istituito un anno fa in Emilia Romagna.
‘La parte più consistente del Fondo è concentrata sui bandi nazionali e internazionali, un unico bando a sportello con tetto massimo di contributo di 150 mila euro (scadenza 1 luglio). A questo si aggiunge il bando per le produzioni regionali (scadenza 17 marzo per lo sviluppo, 28 aprile per la produzione) che ha un tetto massimo inferiore, un regime di de minimis, che prevede un massimo di 200 mila euro nell’arco di 3 anni di contributi.” Spiega Massimo Mezzetti, assessore alla cultura, alle politiche giovanili e alle politiche per la legalità della Regione Emilia Romagna.

‘Partiamo finalmente con tutti i bandi in linea, perché fino ad ora siamo stati in fase di rodaggio, la legge era arrivata a cavallo fra le due legislature e abbiamo avuto tempistiche un pò differenti per ognuno. Per gli operatori sarà più agevole la cosa anche se in questo momento in Italia il mercato è un pò fermo, visto che si attendono i decreti attuativi della nuova legge cinema che sbloccherebbero la parte relativa ai benefici fiscali. Sembrava che uscissero a dicembre, ora si parla di marzo- aprile. Magari il grosso della produzione arriverà nella seconda parte dell’anno”

Mezzetti è comunque ducioso di superare i numeri del 2016, ‘quello che si può considerare a pieno titolo come il primo anno, perché nel 2015 (l’anno di uscita della legge n.d.r.) c’era stato un avvio un pò rocambolesco per far partire la macchina.
Alla fine, un totale di 60 opere nanziate su 184 domande mi sembra un buon risultato“.
Guardando i dati più da vicino e scorporandoli, vediamo che è il documentario il genere più sostenuto (29, fra cui “100 anni di Caporetto” di Davide Ferrario, prodotto da Rossofuoco; “Il mondo in camera”, prodotto da Apapaja).
Si conferma l’antica vocazione della regione, che da sempre ha puntato su questo genere, e che vanta fra le manifestazioni legate al territorio, il Biografia Film Festival, in cui la programmazione di documentari è predominante, e che ha al suo interno anche l’appuntamento di mercato del Bio to B.

Sono stati inoltre sostenuti 15 lungometraggi, 7 film o serie tv; 6 serie per il web e 3 cortometraggi.
Il costo totale dei progetti presentati è di 19.220.743 euro, di cui 2.485.120 nanziati dai bandi del Fondo, con una ricaduta diretta sul territorio stimata attorno a 9.509.667 euro. “Per ora ci sono state principalmente produzioni nazionali, ma c’è stato interesse anche da parte di importanti progetti internazionali, che ora sono in attesa di vedere l’evoluzione della legislazione nazionale, in particolare per quel che concerne il tax credit”, dichiara Mezzetti.

Ma al di là dell’attrazione di produzioni sul territorio, questa legge, frutto del concorso di risorse umane e nanziarie di quattro assessorati (Cultura, Attività Produttive, Turismo e Formazione) punta a creare figure professionali finora irreperibili in regione, per ricostruire un comparto industriale del cinema.’ Anche per questo, investiamo molto sulla formazione -continua Mezzetti-, e i risultati si vedono: nel primo anno sono stati investiti 800 mila euro, poi aumentati a 1250, e che forse aumenteranno ancora quest’anno; si tratta di fondi europei.“
Fra questi, particolarmente importanti i progetti che cura la Cineteca di Bologna, “l’obiettivo nostro non è tanto la formazione artistica, quanto quella tecnica, di operatori del settore, abilitati al restauro delle pellicole, di tecnici delle luci, delle immagini del suono…”

Altro importante capitolo è quello delle sale: ‘Oltre ad un accordo con le associazioni di settore per promuovere le sale d’essai, c’è stato un investimento fatto grazie all’assessorato alle attività produttive per digitalizzare tutte le sale, siamo a circa 220 sale digitalizzate grazie a quattro bandi, circa il 98% delle sale ha ricevuto un sostegno, per un investimento complessivo di circa 5 milioni e mezzo di euro.”

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