DONZELLI/Ho disegnato per Spike Lee

Tra le parole e lo schermo, fra la sceneggiatura e il film c’è lo storyboard, un trait d’union che funziona da test definitivo, da ultimo collaudo per stabilire se l’idea scritta può funzionare in immagine.
In Italia lo storyboard è uno strumento poco usato, eppure grosse produzioni americane spesso si rivolgono ad un giovane italiano, Cristiano Donzelli, che ha realizzato soryboard per Joe Dante, Ridley Scott, Martin Scorsese, Steven Spielberg e ha lavorato al fianco di scenografi da Oscar come Elio Zanetti e Dante Ferretti.


A Cinema&Video International Donzelli ha raccontato la sua ultima avventura di storyboarder per “Miracolo a Sant’Anna” di Spike Lee.


 “L’estate scorsa sono stato contattatato dalla produzione di “Miracle at Sant’Anna” ed ho incontrato subito Spike Lee, che ha visto i miei lavori e ha dato l’ok.
Ho lavorato a stretto contatto con Matthew Libatique, il direttore della fotografia, un grande professionista, con cui mi sono trovato benissimo.
Una delle scene più complesse da storybordare è stata quella dell’attraversamento del fiume Serchio, dove i tedeschi, ritirandosi verso la Linea Gotica, massacrano gli americani nel fiume.
Dovevamo capire quali fossero le inquadrature che avrebbero avuto effetti speciali, cioè esplosioni in acqua, a terra e dove si sarebbe dovuto ricorrere agli stuntmen.
Uno dei problemi era legato alla necessità  di mettere le bombe in acqua, perché il fondo del fiume era roccioso e potevano partire pezzi di roccia e far del male agli attori.
Per questo alla fine abbiamo deciso di usare l’aria compressa, invece che la polvere da sparo.
Inoltre, durante lo scouting l’acqua del fiume arrivava alle ginocchia e tutti dicevano che in ottobre-novembre il livello si sarebbe alzato molto, era stato previsto quindi di legare gli attori, che indossavano le mute, con corde sottacqua perché la corrente non li portasse via. Contrariamente ad ogni previsione, invece, durante le riprese l’acqua arrivava alle caviglie, questo ha cambiato molto la spettacolarità  della scena, che magari, però, storicamente è più realista.”


L’ uso dello storyboard, sostiene Donzelli, potrebbe migliorare la professionalità  del nostro cinema:


” Il cinema italiano è ancora molto artigianale e non ha progetti così grandi (né grandi budget) dove occorra pianificare tutte le scene. Credo, comunque, che lo storyboard servirebbe a risparmaire tempo e denaro e ad evitare molta approssimazione.
E non parlo da “americanizzato”, perché Alberto Negrin, il regista da cui mi sento di aver imparato di più, e con cui ho lavorato alla realizzazione di diversi film, praticamente non si muove senza storyboard.
E Negrin è un regista televisivo”


E dopo 15 anni di “film disegnati” per gli altri, Cristiano Donzelli, che è originario di Teramo, in Abruzzo, ha storybordato un film tutto suo.
Ha diretto “Una storia di lupi” : un corto abruzzese, nei temi, nei luoghi (è girato interamente nel parco del Gran Sasso e Monti della Laga) e anche nelle musiche (composte da Gianluca Piersanti, un altro giovane teramano che lavora molto in America).


“E’ un film di suggestioni, costruito intorno alle paure di un bambino, a cui un vecchio racconta una storia, una storia di lupi, appunto, legata alle nostre tradizioni.”


“Una storia di lupi”, protagonista Franco Nero, è stato appena ultimato e verrà  proposto ai maggiori Festival internazionali.


“Lo immagino come il primo di tre episodi che dovrebbero andare a comporre un lungometraggio.
Gli altri due si intitoleranno “Streghe” e “Fantasmi”.
“Streghe” è già  in produzione.
 E’ ambientato durante la prima guerra mondiale.
Per il ruolo protagonista vorrei un grande personaggio del cinema: penso a Vanessa Redgrave o Anita Ekberg.”

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