DOCUMENTARE/Dalla parte di Zak

“Foschia, Pesci, Africa, Sonno Noia, Fantasia”: sei parole tratte dalla canzone di Paolo Conte, per raccontare la Liguria attraverso l’esperienza di 6 giovani e del loro rapporto con il lavoro.
E’ questo il cuore del documentario di Daniele Vicari e Andrea De Sica (per la sceneggiatura di Alessandro Bandinelli), commissionato e prodotto da Genova Liguria Film Commission, con la produzione esecutiva della Vivo Film.


Parlare di giovani e lavoro oggi significa parlare di precarietà , ma non solo, perché il lavoro “è uno dei più importanti strumenti che aiutano a definire la propria identità “.
Specifica De Sica:
“Non volevamo fare un film paternalistico sulla precarietà , un film a tesi.
Volevamo partire da esperienze concrete, e guardare alle storie personali attraverso la lente del lavoro.
I personaggi sono molto diversi fra loro, tanto che si possono quasi dividere in coppie speculari.
Anche se c’è un tono malinconico di fondo, non mancano le esperienze positive.”
Forse quello che accomuna tutti i personaggi è la voglia di riscatto, di rilancio, una vitalità  di fondo che lega le loro personalità  e le loro esperienze così diverse.
E i contrasti che emergono fra i protagonisti hanno a che fare con i diversi luoghi della Liguria, da cui essi provengono.
Argomenta De Sica:
“Genova la vedo come un brulicare di persone che si mettono d’accordo fra di loro al di fuori dei canali normali.
E’ una città  in fermento, anche se sullo sfondo c’è la Liguria che ha avuto una decadenza industriale, occupazionale.
Quella che rappresento nel mio documentario è una piccola società , dove ci sono persone che hanno avuto voglia di fare, di costruire realtà  su cui basare la loro vita ed essere felici”
Anna, con il suo negozio di abiti da lei stessa disegnati; Davide, che fa l’agricoltore e la guida turistica; l’inconcludenza di Giulia che parla attraverso la sua webcam, cui fa da contrappunto Zak, che pieno di determinazione è arrivato in Italia dal Marocco, e con grande forza sembra aver trovato la sua dimensione.


Il film, ben accolto lo scorso luglio al Pesaro Film Festival, è stato girato fra Genova centro, Genova Bolzaneto, Lavagna, la Val di Vara, la Via dell’Amore alle Cinque Terre, Albenga, Savona.
“E’ stata un’esperienza abbastanza breve e molto intensa, perché abbiamo fatto due settimane di ricerca e due di riprese (nel maggio-giugno del 2009), in cui ho fatto anche l’operatore di macchina.
Daniele Vicari, che mi ha proposto il progetto , è stato molto disponibile, ogni giorno stava con noi al montaggio”.
Un apporto determinante, anche per il fatto che , lavorando da qualche mese Vicari alla preparazione di due progetti sulle sanguinose vicende del G8, “a Genova ormai è di casa” .

Nella sezione: Libro e schermo