DOC IT/Stati Generali del Documentario

docSi sono svolti Roma il 2 dicembre presso la sede della FNSI- Federazione Nazionale Stampa Italiana, gli Stati Generali del Documentario organizzati da Doc/it, in un momento in cui, come ha dichiarato Rosario Di Girolamo, R&D Doc/it, si parla di Golden Age del documentario a livello mondiale, e in cui l’opera documentaria italiana si afferma attraverso prestigiosi riconoscimenti internazionali.
Al centro della discussione, la nuova Legge Cinema e Audiovisivo, la riforma della Rai e la nuova Legge sull’Impresa Creativa e Culturale.
Agnese Fontana, Presidente Doc/it, ha aperto i lavori, ponendo all’evidenza la necessità, a partire dalla nuova legge, di una verifica nel merito di quanto da fare attraverso i decreti attuativi, per la valorizzazione del genere e del settore produttivo ed autoriale, individuando i temi di discussione: la definizione del produttore indipendente, lo sviluppo, la valorizzazione degli autori, la titolarità dei diritti.

Per quanto riguarda la figura del produttore indipendente e il rapporto tra produttori e broadcaster, Marco Luca Cattaneo, coordinatore CNA/PMI giudica efficaci le proposte del documento di Doc/it: il produttore indipendente non deve essere controllato partecipato o collegato a broadcaster; non deve aver fatturato più del 70% con un unico broadcaster, deve mantenere la titolarità dei diritti del prodotto. Di titolarità dei diritti ha parlato anche Riccardo Mastropietro di APT, in particolare relativamente ai format, che nella contrattualistica attuale rimangono proprietà del broadcaster e non del produttore indipendente che ne è stato l’ideatore, in evidente contrasto con il concetto stesso di produzione indipendente.
Simone Catania del direttivo di Doc/it ha evidenziato il ruolo determinante del produttore indipendente nella fase di sviluppo e la necessità di provvedere adeguate risorse, regolate da norme che garantiscano tempi certi. In tal modo si favorisce la partecipazione di partner nazionali ed internazionali, restituendo la competitività dei produttori indipendenti italiani rispetto a quelli europei che già usufruiscono di questi strumenti.
A questo proposito, e entrando nel merito del prodotto, Sherin Selvetti, ManagingDirector di A+E Networks Italia, ha sottolineato la necessità di contenuti che permettano di viaggiare fuori dai confini italiani, per questo A+E Networks Italia, ha spiegato, favorisce il nascere di coproduzioni riservando inoltre attenzione al film-making al femminile, espresso, tra l’altro, con il sostegno al DWA – Doc/it Women Award, istituito da Doc/it nel 2016. Di pari opportunità per la creatività e l’imprenditorialità femminile ha parlato anche Stefania Casini, Vice Presidente Doc/it, e
Paola Malanga, Vice Direttore Prodotto Rai Cinema, che nell’evidenziare come Rai Cinema abbia deciso di dare dignità specifica al documentario, ha affermato che molti dei progetti realizzati (circa 35/40 su 400 ricevuti ogni anno) sono di donne e in generale hanno spesso un forte respiro internazionale. “Quello del documentario è il cinema italiano che viaggia di più all’estero, permettendoci di vincere festival e posizionando il nostro prodotto all’attenzione di tutti.”
Alessandro Lostia, Vice Direttore Rai 3, ha spiegato l’importanza dell’ibridazione nel prodotto documentario, e in ottica di pragmatismo ha annunciato gli accordi con Artè e France Television, in corso di definizione per la coproduzione di progetti che possano avere un mercato internazionale, oltre a quelli locali italiano e francese.
Guido Casali, Head of programming di Sky Arte, il canale Sky nato quatto anni fa per raccontare arte e cultura – ha parlato delle produzioni realizzate targate Sky Arts Production hub, tra cui Italian Season, proposto come possibile modello di produzione indipendente.

Cosetta Lagani, Direttore SKY 3D Channel, ha presentato alcune produzioni cinematografiche 3D di documentario d’arte, il cui segreto del successo ottenuto, è rappresentato dall’approccio innovativo, sia nello storytelling, sia nell’utilizzo di tecnologie tipiche del linguaggio cinematografico.

Paolo Manera, Direttore di Film Commission Torino Piemonte, ha ricordato come l’esigenza di un confronto diretto e ravvicinato con il territorio e le regioni, già emersa nell’edizione 2006 degli Stati Generali del Documentario, veda il suo compimento nel riconoscimento del valore dell’inserimento delle Film Commissions nella nuova legge.

Massimo Fantini, consulente MiBACT, ha annunciato che in Commissione Cultura è al vaglio il testo normativo sull’impresa culturale e creativa, per riformare il settore della creatività da un punto di vista giuridico, in cui insiste la definizione di opera e di impresa creativa. “E’ di fatto il primo passo da cui deriveranno agevolazioni economiche, contributive e fiscali per le aziende del settore.” Ha dichiarato.

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