Da Goethe a Wenders, la Sicilia e il destino del Grand Tour

Cerco di vivere la mia vita da viaggiatore, non da turista, anche se è sempre più difficile farlo”, ha detto Wim Wenders a Cinema & Video International.
“Il viaggiatore vede il luogo e lo ascolta.
E’ realmente là .
Il turista invece è sempre a casa, anche se il suo corpo viaggia: non va davvero da nessuna parte”.
Wenders, è noto, ha girato nello scorso autunno, nel capoluogo siciliano, “The Palermo Shooting”.
Nella nostra intervista, a p.23, ci racconta del suo film, ma soprattutto di Palermo.
E lo fa rinunciando, come era prevedibile, agli stereotipi normalmente in uso; ma anche con l’ “apprensione” di chi “sente” questa città , pur conservando la lucidità  del punto di vista esterno.


Un suo illustre conterraneo, Johann Wolfgang Goethe, sulla soglia dell’800 trascorse una primavera in Sicilia, lasciandone poi traccia nel libro “Viaggio in Italia”.
A Palermo Goethe ci arriva dal mare, e prova una grande emozione per “la purezza del contorno, la morbidezza dell’assieme, il digradare dei toni, l’armonia del cielo, del mare e della terra”.
“Chi ha visto tutto questo “” scrive ancora – non lo dimentica più. Spero di poter un giorno , ritornando nel nord, rievocare dall’intimo del mio spirito qualche immagine, sia pur vaga, di questa terra beata”.


Gli storici dicono che il Grand Tour, identificato come straordinario momento di valorizzazione del nostro patrimonio di arte e storia nel mondo, segna anche il declino del nostro paese: l’Italia diventa il luogo dove questo prezioso giacimento viene osservato, ammirato, studiato; ma è altrove che viene reso produttivo.


Come Goethe, anche Wenders è tornato al nord , portando con sé pensieri, emozioni, e un film.
Continua la tradizione del Grand Tour?

La Sicilia ha cercato, nell’occasione, di stabilire un legame un po’ più forte con il cineasta tedesco, sostenendo il film anche con un contributo finanziario.
“The Palermo Shooting” guida una serie di prodotti – tra film, fiction e documentari, quasi una ventina – appena girati o che prossimamente realizzeranno le riprese nella regione.
Sono i primi frutti della legge sul cinema varata nello scorso agosto dalla Regione, che attiva risorse considerevoli, provenienti anche da finanziamenti dell’Unione Europea e del Ministero dei Beni Culturali.
Lo spirito è sostenere non solo i prodotti, ma anche la formazione di nuove professionalità  sul territorio.
Sono premesse perchè la Sicilia non si limiti ad offrire “nutrimento” per eccellenti viaggiatori, ma costruisca, anche attraverso l’audiovisivo, nuovo sviluppo per chi ci abita.


                                PAOLO DI MAIRA

Nella sezione: Editoriale