COPRODURRE CONVIENE

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La notizia che la coproduzione italo-francese “Fuocoammare”, diretta da Gianfranco Rosi, si è piazzata nella cinquina dei candidati al premio Oscar per il miglior documentario, arriva alla vigilia del Festival di Berlino, lo stesso Festival che nella trascorsa edizione assegnò al film di Rosi l’Orso d’Oro.
Quest’anno, pur non essendoci alcun film italiano in concorso alla Berlinale – unico autore italiano è Luca Guadagnino, nella sezione Panorama, con “Call Me By Your Name”– si registra tuttavia la presenza di filmakers italiani sia in Berlinale Talents che nel Co-production Market. Cinema & Video International ha puntato l’attenzione su queste sezioni, e ancora una volta ha aperto l’obiettivo su un altro interessante cantiere per giovani talenti che è When East Meets West, il mercato delle coproduzioni la cui settima edizione si è conclusa lo scorso 24 gennaio a Trieste.
Le coproduzioni, è bene insistere, non sono soltanto forme di sintesi di idee e di storie di culture diverse, ma anche formule che moltiplicano le chances di di usione internazionale del cinema italiano.
La conferma è nella ricerca che MEDIA Salles ha condotto sulla distribuzione internazionale dei lm italiani usciti in Italia nel 2014 e nel 2015: le coproduzioni di maggioranza raggiungono in media circa 15 mercati esteri, ancora meglio vanno le coproduzioni di minoranza, innalzando la media a 25, mentre si ferma al di sotto di 3 quella dei lm al 100% di produzione italiana.

Le conclusioni possono apparire perfino ovvie.
Sarebbe opportuno che l’utile raccolta e conseguente analisi dei dati realizzata da MEDIA Salles fosse maggiormente supportata dalle istituzioni italiane, in modo da permettere un monitoraggio permanente sulla diffusione del cinema italiano all’estero.

Nella sezione: Editoriale