CONVERGENZE/Einaudi e il Cinema, una lunga Storia

Come funziona il vostro ufficio?
Carmen Zuelli
– Si parte dalla promozione che la casa editrice mira verso produttori, registi, sceneggiatori “” una promozione che viene eseguita inviando a una nutrita mailing list di produttori (italiani e non) le nostre novità . Con qualche mese di anticipo sulle date di uscita, inviamo i titoli dei quali ravvisiamo una potenzialità  cinematografica o televisiva. In determinate circostanze, e con l’accordo dell’autore, inviamo anche le bozze. C’incontriamo in occasione del BFB o a Roma, o anche semplicemente in occasione dei viaggi di produttori a Torino, specialmente da quando, grazie all’ottimo lavoro della Film Commission, questi viaggi si sono infittiti.


Fornite ai produttori un’informazione puntuale, in anticipo rispetto alla prima uscita del libro? Inviate schede o l’intero testo?
Carmen Zuelli “” Vengono inviati dei bollettini-novità , contenenti le anticipazioni su tutti i libri che usciranno nei due-tre mesi successivi. I produttori così conoscono in anticipo sia il prodotto italiano che quello estero della casa editrice Einaudi. I libri che secondo il nostro giudizio offrono particolari potenzialità  cinematografiche sono inviati a una cerchia di produttori con i quali lavoriamo da tempo. Questo avviene non appena è possibile farlo, in bozza o appena freschi di stampa, secondo gli accordi stabiliti con gli autori. Nell’attesa di poter spedire, spesso presentiamo il contenuto oralmente, in conversazioni telefoniche.
Laura Piccarolo “” Il libro che viene promosso da Einaudi, su una rete di conoscenze formatesi in tanti anni di lavoro con produttori, registi e sceneggiatori di cui abbiamo presenti le sensibilità , ci permette di dare suggerimenti appropriati. Questo è un vantaggio anche per gli autori, che non a caso scelgono sempre più frequentemente di affidarci i diritti di adattamento. Il nostro bagaglio di relazioni ci permette di arrivare prima e più in profondità , sulle personalità  più adeguate a comprendere e a far proprio un certo contenuto.


Così, per empatia, Einaudi si ritrova editore di cultura e agente per i diritti derivati. Da quanto tempo avete adottato questa linea?
Carmen Zuelli “” E’ andata affermandosi in una quindicina di anni, via via che la mailing list e l’approfondimento delle conoscenze si sono sviluppati. Siamo stati tra i primi in Italia a costruire un rapporto con le case cinematografiche, con i registi, con gli sceneggiatori. Questo rapporto diventa particolarmente intenso sui libri nei quali osserviamo una potenzialità  di adattamento, indipendentemente dalle collane. Laura Piccarolo “” Ci sono libri che impongono cautele particolari: autobiografie, storie fortemente radicate nella realtà  richiedono che nella negoziazione si tenga conto anche di questi aspetti, affinché l’autore sia adeguatamente tutelato anche nei confronti della trasposizione cinematografica.


Avete trovato delle sorprese nelle statistiche di vendita, dopo l’uscita di film tratti da vostri romanzi?
Laura Piccarolo – Ci sono, e direi che dipendono molto dal successo del film. Guardiamo alcuni dati. Esempio di casa: Ernesto Ferrero, “N”. Nei Supercoralli, nel corso della sua evoluzione, vende circa 40.000 copie come libro in hard cover. In occasione dell’uscita del film (che non ha avuto un successo di pubblico straordinario), lo abbiamo ristampato in formato tascabile, con una copertina che richiama il film. I dati sono ancora approssimativi, però il libro ha venduto circa 12.000 copie, tre anni dopo la prima uscita. Il rilancio in occasione dell’uscita del film gli ha dato una visibilità  nuova.
Situazione analoga per Carlo Cassola, “Una relazione”: un libro storico, uscito dal catalogo Einaudi e dalla distribuzione, rilanciato in occasione dell’uscita del film, ha venduto intorno alle 12.000 copie. Giancarlo De Cataldo, “Romanzo Criminale”, un libro-evento di per sé, ha venduto quasi 200.000 copie, un successo enorme. Con l’uscita del film in sala, nel 2005, oltre 100.000 copie si sono aggiunte.
E’ difficile separare il risultato del “prima” dal “dopo”, perché il libro continuava ad andare bene; ma un legame certamente c’è, dato che nel settembre-novembre la Einaudi ne ha stampate 120.000 copie: impatto immediato. Un altro esempio, su cui vale la pena di riflettere, è “Crimini”, serie tv originata dai racconti che sono stati pubblicati in antologia (curata da Giancarlo De Cataldo), per raccogliere i noiristi italiani più interessanti. La serie tv è andata in onda nell’autunno 2006; in novembre abbiamo fatto una ristampa ad hoc per l’uscita del film, 8.000 copie che corrispondono all'”effetto televisivo” sulle vendite. Il riscontro è stato poco significativo.
Viene il dubbio che la televisione non abbia lo stesso potere promozionale del grande schermo, nonostante le apparenze.


Succede che il film tiri la volata alla vendita all’estero dei diritti di traduzione?
Carmen Zuelli – Niccolò Ammaniti, “Io non ho paura”, è andato benissimo nelle vendite all’estero. L’uscita in Europa del film – è uno dei non numerosi film italiani che abbia avuto una vera distribuzione internazionale – con un buon successo anche in un mercato difficile come il Regno Unito, ha sicuramente influenzato le nostre licenze estere. Abbiamo traduzioni in 41 paesi! Ma i film italiani con risonanza internazionale purtroppo sono pochi. D’altra parte, le traduzioni di libri italiani che hanno buon successo all’estero possono attrarre l’attenzione di produttori internazionali; è più facile arrivare a questi produttori sulla scorta di un successo in altri paesi piuttosto che in Italia.


A proposito di mercati internazionali, nel momento della grande ripresa del documentario in sala e in prima serata presso alcune emittenti televisive, viene da chiedersi perché il formidabile catalogo di non-fiction dell’Einaudi non abbia dato recentemente luogo a titoli cinematografici e televisivi.
Carmen Zuelli – E’ difficile entrare nel mondo del documentario, la produzione in Italia non è molto sviluppata e i contatti con i produttori internazionali di documentario sono ancora sporadici.


Forse perché è difficile per il documentario italiano entrare nel mondo della tv, contrariamente a quanto accade nel resto d’Europa”¦
Laura Piccarolo – Può essere, ma per quanto riguarda un editore, è doppiamente difficile perché chi fa documentari spesso rifiuta, a torto o a ragione, materiali che arrivano dai libri. D’altra parte, c’è una grande attenzione, nostra e di altri editori, a documentari che possano divenire fenomeni editoriali. I libri abbinati a documentari sono sempre più numerosi e graditi dal pubblico; questo, direi, è il percorso da seguire.


 L’abbinamento è la convergenza made in Italy. Voi siete la casa editrice che tra le prime ha abbinato materiali audiovisivi ai volumi. Quale bilancio traete da questa esperienza, come guardate al futuro?
Laura Piccarolo “” Siamo stati proprio i primi, ricordiamo il fenomeno della Smorfia, la prima videocassetta che abbiamo realizzato con un successo straordinario. Poi abbiamo seguito i filoni della canzone d’autore e del teatro, mentre abbiamo considerato meno il cinema e il documentario; queste sono le nostre nuove frontiere, qui concentriamo un’attenzione particolare per il futuro, anche se non possiamo fare anticipazioni.


Novità  e lavori in corso?
Carmen Zuelli “” Notturno bus uscirà  nelle sale l’11 maggio, proprio durante il Book Film Bridge, dove il contratto di adattamento con il produttore Sandro Silvestri era stato presentato l’anno scorso. Stamattina ho sentito Lucky Red, che sta lavorando a “Sonetà ula”, il libro di Giuseppe Fiori. Regia di Salvatore Mereu, ultime settimane di lavorazione; Paola Freddi ha già  iniziato il montaggio. Obiettivo: Venezia 2007. “Romanzo criminale”, poi, diventerà  una serie tv; dopo il film, Cattleya sta lavorando a questo nuovo progetto.


Quando un libro Einaudi a Hollywood?
Carmen Zuelli “” Stiamo lavorando con produzioni internazionali e speriamo di arrivarci presto.


CORINNA NESI


 


Cinema&Video International      3/4-2007

Nella sezione: Libro e schermo