Cinema&Video International alla 62° Berlinale

LIONELLO CERRI/La Centralità del Pubblico


di Paolo Di Maira

“Per 20 anni siamo stati, come cittadini, molto, troppo soli: con la grande offerta televisiva e con internet, ognuno di noi si è ritagliato la propria vita in maniera solitaria. Dobbiamo recuperare la nostra socialità, e in questo la sala cinematografica può dare una mano”. L’esortazione di Lionello Cerri, neo presidente ANEC, l’associazione nazionale degli esercenti cinematografici, è in sintonia con quel “bisogno di piazza” degli italiani ( inteso domanda di socialità), emerso dal rapporto annuale del CENSIS reso noto di recente.
Nonostante l’annunciata “stangata” dei recenti provvedimenti economici e fiscali governativi, nonostante sia previsto l’aumento dell’IVA ( a decorrere dall’ottobre 2012) che andrà a incidere di due punti percentuali sul prezzo del biglietto, Cerri è fiducioso.

Forse in questo ha influito il clima di ottimismo che circolava nelle Giornate Professionali conclusesi a Sorrento il 1° dicembre scorso: Nonostante il 2011 abbia registrato un calo del pubblico rispetto al 2010 (anno eccezionale), il cinema italiano ha raggiunto una quota di mercato del 38%, che sommata alla quota di film europei, arriva al 50%.
“Siamo la prima nazione europea, nemmeno la Francia raggiunge la nostra quota. E questo è un buon risultato”.
Il futuro?
“Per migliorare l’andamento del mercato, ci dev’essere oltre che un forte mercato nazionale, anche un forte mercato americano”.
Le parti s’invertono rispetto a qualche anno fa: a fare la differenza sarà infatti la performance dei film americani, deludente nel 2011 (“ma sono mancati film del calibro di Avatar”).
Le prospettive sono incoraggianti: “Ho visto a Sorrento buoni prodotti nei listini 2012 delle distribuzioni. Ma non ho ancora capito bene se andiamo a coprire undici mesi all’anno o siamo fermi agli otto mesi”.
Si ripropone, secondo Cerri irrisolto, il problema della stagionalità. Nonostante lo spostamento di date di alcuni “blockbuster” italiani, deciso consensualmente da alcuni distributori italiani per evitare sovrapposizioni nelle uscite, i film italiani importanti, secondo il presidente ANEC, “sono di fatto concentrati in 6 settimane”.

Pur non demonizzando il multiplex ( “il cinema è fatto da più pubblici”) Cerri sostiene il ruolo della sala di città che “ deve tornare ad essere un luogo di aggregazione sociale culturale, dove la gente possa ritrovarsi e riconoscersi… come andare a casa da un amico”.
Sostiene anche che la digitalizzazione da sola non basterà a risolvere i problemi delle sale di città, le quali per vivere hanno bisogno di regole che le proteggano dagli effetti distorsivi di un mercato sempre più orientato alla concentrazione dei players.
Le regole - l’accessibilità al prodotto, i prezzi, gli obblighi, l’organizzazione del pubblico nelle sale - secondo Cerri è ora possibile concepirle all’interno della categoria:
“mai come in questo momento c’è la volontà di scrivere pagine comuni; è un momento in cui esercizio, produzione e distribuzione parlano, vivono in sintonia”.
Al centro dell’attenzione c’è il pubblico:
“Stiamo progettando qualcosa – anticipa il presidente ANEC - assieme a produttori e distributori proprio in funzione del pubblico e della promozione del prodotto. Spero di poter fare una proposta interessante nel giro di qualche mese,”.
Pur considerando necessario che lo Stato dedichi maggiori risorse al cinema , Cerri ritiene che occorra coinvolgere anche i privati, e pensa ad una iniziativa come la lotteria che può affidare la sua visibilità alle star e al glamour del mondo del cinema.
Infine, il presidente ANEC ha un “sogno”: riportare nelle sale di città il pubblico giovanile.
Come?
“Occorre un’educazione al gusto”, un insegnamento che dovrebbe essere inserito come materia nelle scuole.
Educhi all’andare al cinema, a teatro e agli spettacoli musicali.
Fino a quando non ci porremo il problema in questi termini, il pubblico non lo cambieremo mai. So che è difficile. Ma se non noi, chi dovrebbe porsi il problema?”



Cinema&Video International, dicembre 2012
Copyright - Editore Impact di Paolo Di Maira - Tutti i diritti riservati
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