Cinema&Video International alla 62° Berlinale

ANNIVERSARI/MEDIA
compie 20 anni

A due decenni dalla sua nascita, il Programma Media è in attesa del varo del nuovo Programma 2014-2020, vincolato ai risultati di una Consultazione pubblica da poco conclusasi. Annunciate le nuove linee di finanziamento del Programma in corso, destinate alla produzione e alla digitalizzazione delle sale. Ne parliamo con Giuseppe Massaro, direttore di Media Desk Italia, che in occasione del Festival di Berlino si presenterà col nuovo partner: Cinecittà - Luce

di Chiara Gelato

Nel 2011 il Programma MEDIA compie i suoi primi venti anni di vita. Un anniversario importante per l’organismo che promuove la crescita dell’industria audiovisiva europea, sostenendo con i suoi 32 Paesi lo sviluppo e la distribuzione di migliaia di film, come pure attività di formazione, festival e progetti di promozione in tutta Europa attraverso i suoi Programmi settennali.
Ma oggi lo stanziamento previsto per il 2014-2020 dipende dagli esiti di una consultazione pubblica on line che si è chiusa a fine 2010, di cui si attendono a breve i risultati.
“In questi mesi ci siamo impegnati a fondo nella promozione della Consultazione e nella sensibilizzazione degli addetti ai lavori, perché un feedback scarso avrebbe messo a repentaglio il vaglio del nuovo Programma.
E i primi risultati a me sembrano positivi” – spiega Giuseppe Massaro, direttore di MEDIA Desk Italia – “Non conosciamo ancora gli esiti qualitativi, ma solo quelli quantitativi, che vedono Germania e Francia in testa nel numero delle risposte, seguite da Regno Unito ed Italia, a dimostrazione di un’attenzione forte da parte di territori considerati ad alta capacità di produzione audiovisiva.
Sarà interessante verificare i risultati anche per valutare le nuove eventuali aree di intervento suggerite o i diversi modelli di business da sostenere.
I soldi sono pochi e la preoccupazione è che ci sia un’ulteriore riduzione di questo budget già di per sé insufficiente, perché l’Unione Europea si trova alle prese con le stesse problematiche che stiamo vivendo in Italia.
Speriamo solo che sappia dimostrare una maggiore sensibilità verso la cultura e l’audiovisivo”.

La Commissione Europea, intanto, ha annunciato la creazione di un Fondo di garanzia dedicato alla produzione nell’ambito del Programma MEDIA in corso, in chiusura il 31 dicembre 2013.
Il Fondo, con una dotazione di 8 milioni di euro (che, nelle aspettative, dovrebbero generare oltre 100 milioni di euro), sarà gestito dalla stessa Commissione con la collaborazione del francese IFCIC- Institut pour le Financement du Cinéma et des Industries Culturelles e della spagnola Audiovisual SGR - Sociedad de Garantía Recíproca para el sector Audiovisual, mentre per la pubblicazione del bando sarà necessario attendere almeno metà febbraio.
“Entro il 2010 avrebbe dovuto essere presentata anche la linea di finanziamento legata alla digitalizzazione delle sale”, commenta Massaro, “Ora il bando è pronto, per cui fra breve verrà ufficializzata.
Il budget è pari a 2 milioni per anno, con la possibilità di erogare un massimo di 20mila euro per schermo, potenzialmente moltiplicabili per il numero di schermi attivi nel singolo esercizio.
Possibili beneficiari del finanziamento, come per Europa Cinemas nell’ambito della distribuzione tradizionale, sono le sale di proprietà europea che abbiano una programma-zione di film europei pari almeno al 50% (di cui il 30% di origine non nazionale).
Saranno agevolati quei Paesi che non dispongono di meccanismi di agevolazione statale”.

Cinema e televisione, ma anche new media e nuove tecnologie: “Stiamo seguendo il progressivo avvicinamento del Programma ai nuovi media.
C’è una graduale crescita dell’attenzione per i videogames, che non diventeranno mai il nostro core business, ma non vanno nemmeno trascurati come settore, perché rappresentano un segmento su cui Media – dopo un iniziale periodo di resistenza – sta ponendo la sua attenzione.
Esistono delle forme di finanziamento per lo sviluppo di opere interattive, di cui qualche operatore italiano del settore ha già goduto. Per quel che riguarda l’impiego delle nuove tecnologie, ovviamente c’è la Rete, che va sempre più verso le piattaforme di video on demand che ormai cominciano a diffondersi in modo massiccio anche in Italia e che già dal 2007 godono di un finanziamento MEDIA dedicato.
Adesso sembra che anche i detentori dei diritti di sfruttamento italiano abbiano finalmente vinto la propria resistenza ad andare sulla rete per paura della pirateria, paura per me immotivata, visto che la pirateria ci sarà sempre e poi il canale on line sta via via prendendo il posto di quello off line e la cosa non si può trascurare.
Il trend europeo è fortemente indirizzato verso il VOD come forma di sfruttamento (almeno parallela alla televisione e dopo il cinema, naturalmente) e gli italiani, indietro su questo punto, sembra stiano cominciando finalmente a muoversi”.
E la televisione?
“Supportiamo già dal ’96 il settore televisivo con un finanziamento (Tv Broadcasting) che si rivolge ai produttori televisivi che siano in coproduzione con almeno tre emittenti europee o abbiano prevenduto ad almeno tre emittenti europee (compresa quella nazionale) la loro opera.
Il problema – prosegue Massaro - è che l’Italia paga la condizione oggettiva di duopolio (adesso parzialmente modificata, grazie all’ingresso di Sky) e inoltre il produttore ha una scarso potere contrattuale.
Questo determina il mancato rispetto di una delle condizioni essenziali per poter accedere al finanziamento MEDIA, ossia che i diritti in prima cessione in caso di preacquisto non possano superare un periodo di 7 anni e in caso di coproduzione di 10 anni.
MEDIA non finanzia i broadcaster (né le società di produzione legate a livello di azionariato ad una rete o che lavorano in modo continuativo con lo stesso broadcaster sono ammesse), ma alla fine i produttori televisivi italiani nedisono usciti comunque penalizzati, non potendo mantenere, il più delle volte, i diritti delle opere.
Quello che ne è derivato è che il 90% dei finanziamenti dedicati alla televisione è andato in Italia ai documentaristi (che in genere cedono i diritti per un numero inferiore di anni) e non ai produttori di fiction (salvo rari casi di produttori che hanno la forza contrattuale di mantenere i diritti), anche perché i documentaristi riescono più facilmente a chiudere accordi con Paesi non italiani”.
Attraverso quali canali comunicate con i professionisti italiani?
“Un passo importante nella direzione di una sempre migliore comunicazione con i professionisti è stato fatto di recente con la creazione di un sito web unico con Antenna MEDIA Torino. Quest’anno, poi, abbiamo cominciato a fare consulenze “a domicilio” con il nostro Desk, organizzando incontri con associazioni di categoria e singoli operatori, e colazioni a tema per gli operatori”.

Al prossimo Festival di Berlino MEDIA Desk Italia farà la sua prima uscita pubblica a fianco di Cinecittà Luce, nei cui stabilimenti verranno inaugurati a breve i nuovi uffici della struttura diretta da Massaro: “Contestualmente all’imprevista uscita di scena della Roma Lazio Film Commission, che è stato il socio fondatore nell’Associazione, e che ringraziamo per averci ospitati nella sua sede e per la proficua collaborazione su diversi progetti, Cinecittà Luce - con cui avremo modo di stringere delle sinergie - ha manifestato la volontà di accoglierci negli spazi degli Studi, dove manterremo la nostra connotazione di associazione indipendente.
Subito dopo Berlino il nostro rapporto verrà ufficializzato nel corso di una conferenza stampa a Roma.
Grazie a questa nuova sinergia ci auguriamo di far crescere ulteriormente la partecipazione degli italiani a MEDIA”.

La Berlinale sarà anche l’occasione per dare inizio ai festeggiamenti del ventennale del Programma Media, inaugurati dal capo del Programma, Aviva Silver.
“Ci saranno delle iniziative specifiche “celebrative” e per tutto l’anno un logo MEDIA ad hoc affiancherà quello conosciuto.
Come Media Desk Italia stiamo preparando un video di questi venti anni, che presenteremo nel corso dell’anno”, conclude Giuseppe Massaro, “Sarà un momento di riflessione per gli addetti al lavoro, ma anche l’occasione per ampliare il target coinvolgendo il grande pubblico, che al momento conosce il nostro marchio solo perché lo vede scorrere nei titoli di testa dei film finanziati”.

 

MEDIA INFO DAY A BERLINO

In occasione della Berlinale, il Programma MEDIA terrà un Info Day, il 14 febbraio, presso l’Hotel Ritz Carlton, Potsdamer Platz 3, a due passi dal cuore del festival e dell’EFM, dalle 10 alle 16.
La mattinata sarà incentrata sulle nuove linee di finanziamento MEDIA dedicate alla digitalizzazione delle sale e alla distribuzione internazionale, al fondo di garanzia per la produzione, al sostegno dei produttori indipendenti.
Il pomeriggio ai nuovi corsi di formazione MEDIA e MEDIA Mundus: Inside Pictures (NFTS), Closing the gap: investment for 360° content (Peacefulfish), Crossover Commissioning Lab (SHEFFIELD DOC/FEST) e Ties that Bind organizzato da Friuli Venezia Giulia Film Commission e EAVE, e dedicato a produttori cinematografici provenienti da paesi asiatici ed europei.
Ties that Bind si articolerà in due corsi residenziali della durata di quattro giorni da tenersi a Udine in maggio e Pusan in ottobre, e riunirà 10 produttori cinematografici asiatici ed europei selezionati con un progetto di lungometraggio in fase di sviluppo.



Cinema&Video International, n. 1-2 gennaio-febbraio 2011
Copyright - Editore Impact di Paolo Di Maira - Tutti i diritti riservati
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