Cinema&Video International alla 62° Berlinale

TEMPI MODERNI


La fotografia riproduce l’entrata del Cinema Teatro della Compagnia, realizzato nella seconda metà degli anni ’80 a Firenze, su progetto dell’architetto Adolfo Natalini: nacque come sede del Teatro Regionale Toscano.
Poi, dopo un’attività a singhiozzo, nel 1993 fu adibito a sala cinematografica fino al 2005, anno della sua chiusura.
Nella scorsa primavera l’immobile che ospitava il cinema venne acquisito dalla Regione Toscana.
Tempo di formare la nuova Giunta, e nello scorso luglio l’assessore alla cultura Cristina Scaletti ne “entrava in possesso”.
Del Teatro della Compagnia si è parlato come possibile sede della Casa del Cinema di Firenze, sostitutiva del o in aggiunta al cinema Odeon.
Il precedente assessore parlò di un tempo necessario al suo restauro di qualche anno; tre, mi sembra di ricordare.
Ma, trattandosi di immobile tutelato, il cinema sembra non possa subire alcun lavoro strutturale.
Gli unici interventi possibili, una moderna dotazione tecnologica e gli arredi, sarebbe possibile farli in pochi mesi, assicurano gli addetti ai lavori.
Tuttavia, come mostra la foto, ad oggi, siamo a fine novembre, nessuno ne ha preso cura.
L’acquisto del Teatro della Compagnia è un’eredità della precedente amministrazione, che ha posto il neo assessore Scaletti nella condizione di dover spiegare perchè, dopo aver speso 3 milioni di euro più iva per l’acquisto del cinema, la Regione continua a sostenere la Fondazione Sistema Toscana per la gestione del Cinema Odeon con un contributo inizialmente stabilito in 400 mila euro l’anno per tre anni.
Una prima risposta Cristina Scaletti l’ha implicitamente data, chiedendo alla Fondazione Sistema Toscana un rientro nei costi.
Ha dimezzato il contributo per il prossimo anno e lo ha ridotto a un quarto nel 2012.
E’un segnale.
Sufficiente a generare attese sulla direzione che imboccherà la politica cinematografica regionale.
Questo è il cuore dell’intervista con Cristina Scaletti pubblicata nelle pagine che seguono.
Lo spunto è offerto da un’altra intervista, quella realizzata con Giuseppe Corrado, amministratore di The Space Cinema, il maggiore circuito di multiplex in Italia.
Corrado annuncia la prossima apertura di un multiplex situato a Novoli, quartiere della immediata periferia fiorentina.
Suffraga le sue previsioni affermando di aver ricevuto in merito rassicurazioni dal sindaco di Firenze.
E’ difficile comprendere la ragione per cui l’amministrazione comunale, assente dalle scelte operate sulle sale del centro storico e sulla Casa del Cinema, esca dall’ombra a proposito del multiplex di Novoli, la cui autorizzazione ad aprire – fortemente avversata dall’AGIS Toscana con il conforto di provvedimenti giudiziari - è di competenza non del Comune ma della Regione.
Cinema & Video International ha offerto al sindaco l’opportunità di commentare le affermazioni di Corrado, avendo interpellato nel merito anche l’Assessore Scaletti e il presidente dell’ANEC fiorentina e vicepresidente vicario dell’AGIS Toscana Maurizio Paoli.
Il sindaco ha ritenuto di non di aderire al nostro invito.
Ma quel che è più importante è il delinearsi – al di là delle intenzioni – di uno scenario di mercato che si va polarizzando tra cinema inteso come “intrattenimento”, gestito dai grandi gruppi economici, e cinema inteso come “cultura”, presidiato dalle istituzioni pubbliche.
Dovremo dire addio ai cinema di quartiere?

                               Paolo Di Maira



Cinema&Video International, n. 12 dicembre 2010
Copyright - Editore Impact di Paolo Di Maira - Tutti i diritti riservati
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