UN ERETICO A ROMA


Il Festival del Cinema di Roma torna ad essere “Festa” così come nacque, nel 2006. Se all’epoca fu apprezzata la felice intuizione di un evento che andava a conquistarsi uno spazio dove potevano coesistere spettacolo e business (il modello era, ed è, Toronto), ora è un po’ difficile rinnovare l’entusiasmo per un ritorno al passato; non tanto per la validità della formula, che era e rimane buona, quanto per la credibilità degli attori che mettono in scena questa riconversione: il direttore Marco Müller è in scadenza, e gli azionisti di riferimento, Comune di Roma e Regione Lazio, sono condizionati non tanto dalla politica (di progettualità c’è tanto bisogno), quanto dalla eccessiva mutevolezza della stessa. Eppure, non sarebbe generoso giudicare il Festival di Roma dai capricci dei suoi direttori e dei suoi amministratori. In questi nove anni, nonostante lo scarso sup- porto finanziario della Fondazione, è stato fatto un lavoro interessante sul fronte del mercato e della creatività. La sezione The Business Street ha tentato un approccio moderno al mercato del cinema...