CHE MERAVIGLIA!MA SI PUO’ FARE DI PIU’?

E’ sicuramente un anno magnifico per il cinema italiano: dopo l’Oscar a “La grande bellezza” di Paolo Sorrentino, un altro talento italiano, Alice Rohrwacher, conquista,  con “Le meraviglie”, sua opera seconda, il Grand Prix di Cannes 2014.

Un premio anche per  Cinema & Video International, che nello speciale di Cannes ha dedicato al film la copertina.
Chi ci legge ricorda che la copertina dello speciale di Venezia la dedicammo a “Zoran il mio nipote scemo” di Matteo Oleotto, che vinse poi alla Settimana della Critica di Venezia, e quella del Festival di Roma a “TIR” di Alberto Fasulo che a sorpresa conquistò il Marc’Aurelio.

Profeti di successo?

Chiudo la parentesi autoreferenziale per tornare con i piedi sulla Croisette, e proporre una riflessione.

Cannes 2014 ha  confermato  che nel cinema italiano c’è ricchezza; ha confermato anche che questa “ricchezza” stenta a trasformarsi  in “potenza”.

E’ un limite che è parte della storia italiana, di cui il cinema è solo un aspetto.

Ma torna in mente quando  il DG cinema Nicola Borrelli dice che ci sono “elementi di cui essere fieri, eppure persistono molti fattori che ancora strozzano il sistema”

Io mi aiuterò con un esempio.

Nel “Decreto Cultura”, approvato il 22 maggio dal Consiglio dei Ministri,  è contenuta un’importante misura che eleva da 5 a 10 milioni di euro il limite per il tax credit alle produzioni esecutive dei film stranieri; misura studiata per aumentare l’appeal dell’Italia  sulle grandi produzioni internazionali.

Perché, chiedo, non aver colto l’occasione del Festival di Cannes –  come è noto appuntamento privilegiato delle mega produzioni, e dove il Ministro Franceschini è stato, intervenendo alla cerimonia d’apertura –  per creare un evento che comunicasse con efficacia la “migliorata offerta” italiana?

E’ questo, a mio avviso, un piccolo esempio  di come la ricchezza potrebbe essere trasformata in potenza.

 

 

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