CARTOONS ON THE BAY/ Cosa vedranno I ragazzi

Leggi anche

CARTOONS ON THE BAY/ Le serie per il mercato internazionale

nella foto da sinistra: Pierre Siracusa (france télévision), Henrietta Hurford-Jones (bbc), Linda Granath (Swedish Television), Luca Milano (Rai Ragazzi)
nella foto da sinistra: Pierre Siracusa (France télévision), Henrietta Hurford-Jones (bbc), 
Linda Granath (Swedish Television), Luca Milano (Rai Ragazzi)

La produzione kids delle Tv pubbliche europee e la sfida dei canali digitali: è il stato il tema di uno dei due panel della giornata, venerdì’ 12 aprile, moderato da Federica Pazzano di Rai Com.

Presenti sul palco di Cartoons on the Bay Linda Granath, responsabile del compartimento Acquisizioni Ragazzi della tv pubblica svedese, Henrietta Hurford-Jones responsabile dei Contenuti per Bambini e coproduzioni di Bbc Studios, Pierre Siracusa responsabile del Dipartimento Animazione, Bambini e Ragazzi di France Télévisions e Luca Milano, direttore di Rai Ragazzi.

Creare un prodotto che sia ”multilocale” è la prima risposta: il modello americano o americanizzante ha livellato il gusto del pubblico ma gli under 14 non sono ancora condizionati dagli stereotipi.
Quelli di genere soprattutto così forti nell’ imporre/proporre un’immagine conformista (“pinky”) delle donne.
Anzi: i bambini, soprattutto in età prescolare non sono ancora conformati al pregiudizio. Anzi al genere di chi fa cosa non sono interessati. Nelle serie si possono veicolare contenuti anche molto importanti, educativi in senso didattico e civile, la matematica o la parità di genere, le scienze e l’inclusione.
Granath annota che i bambini hanno dimostrato per esempio di essere pronti ad affrontare tematiche anche piuttosto difficili (violenze sessuali, divorzio dei genitori, discriminazioni) ma che preferiscono fruirne “in  privato” su tablet o smartphone, più che sullo schermo televisivo con i genitori.

“L’Europa deve creare un modello capace di tenere testa al dominio Usa – dice Siracusa -: una ricerca della diversità in salsa europea. Ma l’animazione ha costi che impongono che ci si allei tra vari broadcaster”. 

“Generare un contenuto circolare con produzioni multilocali – conviene Luca Milano – è di vitale importanza per tutti”. Un punto di vista comune in fondo le reti pubbliche europee già lo hanno, proprio per la loro natura.
La presenza dei nuovi player OTT dovrebbe portare ad accrescere questa collaborazione, a una maggiore circolazione delle idee e dei progetti. 

Le nuove piattaforme digitali sono quindi i competitor e il nuovo che avanza, ma sono anche di grande stimolo: un po’ tutti si stanno dotando di canali svod, destinati anche alla sperimentazione.
“Troppo spesso i produttori fanno scelte conservative – conferma Henrietta Hurford-Jones -. Dobbiamo avere il coraggio di sperimentare”.

Detto questo, anche il pubblico kids è in rapida evoluzione: si assiste a un sempre più spinto fenomeno di adultizzazione per cui vanno riposizionate come target un po’ tutte le produzioni, animate e live. 

Insomma, il momento è fluido e certezze ce ne sono poche. Ma è anche una fase creativamente molto interessante: è il momento della ricerca di nuove idee, della disponibilità a sperimentare. «Hbo e Netflix ci insegnano che possiamo proporre un racconto più ambizioso. Dopo anni di serie che fingevano un’evoluzione dei personaggi in realtà destinati a restare immutati – dice ancora Siracusa  – è giunto il momento di proporre storie più strutturate».

Nella sezione: Rivista