CARLO MACCHITELLA/Le Regioni come i Là¤nder

di Marco Spagnoli


Dopo la lunga esperienza in Rai, Carlo Macchitella ha iniziato la sua nuova carriera autonoma di produttore con la sua società  Madeleine, lavorando a tre titoli nel solo 2009 “” 2010 e preparandosi alla realizzazione di altri tre nel 2011.

Primo tra questi film è ‘La fine è il mio inizio’, biografia del giornalista e scrittore Tiziano Terzani, interpretato da Bruno Ganz con, al suo fianco, Elio Germano nei panni del figlio Folco.
Inviato di Der Spiegel in Asia per lunghi anni, Terzani è stato più famoso in Germania che in Italia, al punto da spingere una produzione tedesca a volere realizzare il film nel nostro paese con la produzione esecutiva della Sky Dancer di Giorgio Magliulo.
“Sono stati la Beta e il produttore Ulrich Limmer a scegliere di lavorare in Italia, sull’appennino, in provincia di Pistoia, dove Terzani ha vissuto nei suoi ultimi anni e dove è nato il libro che raccoglie il suo testamento spirituale”, spiega Macchitella:
“Qui non siamo stati noi ad attirare la produzione, ma il lavoro è nato dall’esigenza di essere fedele ai luoghi della biografia di Terzani.
Al tempo stesso, però, siamo consapevoli che per poter lavorare con gli stranieri è necessario offrire loro tutti quei meccanismi di incentivazione fiscale cui sono abituati nei loro paesi.
Soprattutto l’impegno di alcune regioni sembra seguire la falsariga di quanto accade in alcune nazioni come la Germania, dove sono proprio i Là¤nder a finanziare le produzioni.
L’importante è che alla linea politica andata ad affermarsi nelle Regioni, seguano fatti concreti, dove le risposte della burocrazia siano rapide. Noi stiamo conquistando terreno con una politica accorta dove le Regioni si sono sostituite allo Stato, ma bisogna ricordare che non c’è nulla che preoccupi di più gli stranieri delle lungaggini burocratiche. I vantaggi non possono essere “˜cancellati’ dalle lentezze.”


Macchitella ha al suo attivo un’altra coproduzione: “˜Passione’, il film diretto da John Turturro a Napoli e dedicato alla canzone napoletana. “L’idea per questo progetto mi è venuta rivedendo “Buena Vista Social Club” di Wim Wenders.”
Nota il produttore: “Pensavo si dovesse dedicare un progetto ad un tipo di musica che ha influenzato, più di altre, la scena internazionale. Immediatamente, però, ho anche immaginato che non dovesse essere un Italiano a dirigere questo film, ma uno straniero. E’ stato roberto cicutto a suggerirmi il nome di Turturro che, a suo dire, sarebbe stato certamente molto interessato a questo progetto. Così è stato in quanto Magliulo è anche il coproduttore insieme a raicinema, la Beta (che ha comprato i diritti mondo e ha già  prevenduto “˜Passione’ in Francia praticamente a scatola chiusa) e a cinecittà  Luce che lo distribuirà  in Italia nel theatrical.”
Un numero impressionante di cantanti napoletani è presente nel film insieme Fiorello e a Beppe Servillo che cantano delle canzoni, nonché Turturro stesso.
“Non sarà  probabilmente pronto per il mercato di Cannes, ma il nostro obiettivo è quello di andare al Festival di Toronto dove ci piacerebbe avere una vetrina internazionale.”
Anche la Regione Campania ha investito molto nel film e figura tra i suoi finanziatori con 350.000 euro.
“E’ stato un buon investimento, a fronte di un ritorno di immagine decisamente notevole per Napoli e la Campania.”

Carlo Macchitella insiste sulla necessità  di coinvolgere sempre di più i mercati esteri nelle produzioni italiane:
“Guardare ad altri paesi sta diventando decisivo. Bisogna capire se altrove possiamo trovare canali di finanziamento e di distribuzione che ci facciano uscire da mura domestiche sempre più strette e chiuse. Questo non significa fare delle “˜macedonie’, ma valutare fin dall’inizio la reale potenzialità  di una determinata produzione su altri mercati. Questo non è necessario per tutti i film.
Per alcune commedie, infatti, è più facile vendere il diritto di remake che il titolo in quanto tale.
E’ quel che è accaduto con “Giù al Nord” rifatto in Italia da Cattleya con “Benvenuti al Sud”.
Al tempo stesso, però, trovo sia sempre importante capire subito se sulle produzioni è possibile coinvolgere immediatamente dei coproduttori internazionali.
Lo considero un passaggio culturale pressoché “˜obbligatorio’: l’idea che un film non debba piacere solo a Rai e a Medusa, ottenere l’ok di Ministero e Regione, ma debba anche suscitare l’interesse dell’estero.”


Il terzo film prodotto da Carlo Macchitella con il contributo del Ministero è quello diretto da Ascanio Celestini che segna l’esordio di questo giovane autore apprezzato non solo in Italia, ma anche in alcuni paesi quali Belgio e Francia, dove i suoi libri sono stati pubblicati con discreto successo.
Distribuito dalla BiM di Valerio De Paolis, il film potrebbe essere presentato al Festival di Venezia.
L’ultima considerazione di Carlo Macchitella è per le Film Commission: “Sono uno strumento utile: il loro futuro dipende dalla capacità  di essere più omogenee tra di loro, in una politica comune, sotto un unico coordinamento. Per diventare, però, degli interlocutori credibili e solidi a livello italiano ed internazionale, devono innovare sul piano della burocrazia e della velocità  di risposta.”

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