CANNES/ In my room: è la fine del mondo

Un giorno il protagonista si sveglia e nulla è rimasto della popolazione terrestre. L’anno zero della sua vita ricomincia a 40 anni in una città deserta, con un capanno di legno, un cavallo e campi da coltivare.

E’, questa, la storia di “In my room” di Ulrich Köhler (già Orso d’Argento per la miglior regia alla Berlinale 2011 con Sleeping Sickness), in concorso oggi nella sezione Un Certain Regard-

IDM ha sostenuto il progetto in fase di produzione, supportando così la Echo Film di Bolzano che coproduce con la tedesca Pandora Film. Professionisti altoatesini hanno collaborato con la troupe, tra cui l’art director Rosi Presta, l’assistente operatrice Stefania Bona, la location manager e location scout Kathy Leonelli, gli ispettori di produzione Michele Bocchin e Gerlinde Treibenreif, l’elettricista Erwin Kofler e il macchinista Beniamino Casagrande.

Dieci i giorni di riprese in Alto Adige. Un casello autostradale abbandonato, una galleria e un paesino deserto sono le insolite location (tra Laives, Chiusa, Colle Isarco e Bolzano),dove sono state girate alcune scene chiave del film.

 

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