CANNES 2019/ Vince la lotta di classe, Italia “in ginocchio”

La Palma d’Oro della 7o festival del Cinema di Cannes è andata al sud coreano “Parasite” di Bong Joon-Ho, film che riparte dall’antico conflitto tra ricchi e poveri.

Gran premio della giuria a “Atlantique “di Mati Diop, prima regista africana in concorso a Cannes, che ha portato sullo schermo i boat people del Senegal; premio della giuria al brasiliano “Bacurau” di Kleber Mendoncha Filho e Juliano Dornelles, e a “Les Misérables” di Lady Ly ; migliore regia ai belgi Jean-Pierre e Luc Dardenne (che per ben due volte hanno conquistato la Palma d’oro) per una storia di radicalismo islamico di un adolescente: “Le Jeune Ahmed”. Miglior Sceneggiatura a Céline Sciamma per “Portrait de la jeune fille en feu”, miglior interprete femminile Emily Beecham per il ruolo in “Little Joe”.

In una edizione distintasi per l’attenzione ai temi sociali e alla creatività femminile, l’autobiografico “Dolor Y Gloria” di Pedro Almodovar, tra i favoriti della vigilia, è stato “risarcito” dal riconoscimento a Antonio Banderas quale miglior interprete maschile.

Nessun premio per l’unico film in concorso italiano: “Il traditore” di Marco Bellocchio, che è stato accolto alla proiezione da 13 minuti di applausi, ma non è riuscito a portare a casa nemmeno il riconoscimento alla grande interpretazione del protagonista, Pier Francesco Favino.

Parziale consolazione giunge dalle notizie circa la vendita de “Il traditore” nel mondo. Il film, coprodotto da Rai Cinema, è stato acquistato per la distribuzione in oltre 20 Paesi, tra cui gli Stati Uniti, ad opera di Sony Pictures Classics. Consolazione parziale anche perchè sarebbe stato auspicabile che il film fosse venduto da una società italiana, e invece il distributore internazionale è The Match Factory.

Chi, infine, voglia a tutti i costi trovare un po’ d’Italia tra i vincitori, è accontentato dall’utilizzazione della celebre canzone di Gianni Morandi, “In ginocchio da te”, nel finale del vincitore “Parasite”.

Nella sezione: Rivista