CALABRIA/A Gioia Tauro il Festival di Carpignano

Cinema emergente d’autore, produttori e registi internazionali si riuniscono in Calabria, nel cuore del “Piano delle Fosse”, dal 21 al 25 agosto per la quarta edizione del Gioia Tauro Film Festival, diretta dal regista italo-americano Jonas Carpignano, e curata da Maurizio Galluccio presidente dell’associazione culturale Gioia 3.0, con il patrocinio della Fondazione Calabria Film Commission.

Ad aprire la manifestazione, a Palazzo Silipigni, l’omaggio alla commedia all’italiana con la proiezione di “Divorzio all’italiana” di Pietro Germi, cui seguirà l’incontro con Carpignano e il regista, sceneggiatore e compositore statunitense,  Benh Zeitlin, cadidato all’Oscar nel 2013 al 
miglior regista e alla migliore sceneggiatura originale per “Re della terra selvaggia” (il film ha poi vinto il National Board of Review come migliore regista esordiente, la Caméra d’or al Festival di Cannes e il Gran premio della giuria: U.S. Dramatic al Sundance Film Festival).

Il 22 agosto è la volta del thriller “Acusada” di Gonazlo Tobal (2018). A seguire, l’incontro con Jonas Carpignano e il produttore argentino Benjamin Domenech.

Il cinema italiano ritorna il 23 agosto con “Troppa Grazia” di Gianni Zanasi e il dibattito con la protagonsita, Alba Rohrwacher; mentre il 24 agosto si aprirà con il tavolo tecnico con la Calabria Film Commission e il Presidente Giuseppe Citrigno. Sarà poi proiettato “Monos” di Alejandro Landes e Christopher Soren Kelly (2019), cui seguirà l’incontro con la produttrice Katrin Pors.

Il regsita e sceneggiatore colombiano Ciro Guerra, il cui film “Waiting for the Barbarians” è in concorso alla Mostra del Cinema di Venezia, sarà protagonista il 25 agosto, con il suo “El abrazo de la serpiente” (2016) candidato all’Oscar. 
Nella giuria: Karel Och, direttore artistico del Karlovy Vary International Film Festival. Dal 2016 si occupa del programma “28 Times Cinema” per la Biennale di Venezia; Gaston Solnicki  regista argentino il suo ersordio con il lungometraggio “Kekszakallu” proiettato nel 2016 nella sezione Orizzonti del Festival di Venezia; Paz Lazaro curatrice della sezione “Panorama” dell festival internazionale del cinema di Berlino. 

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