BIBLIOTECHE/Set da esplorare

In Italia esistono 105 Poli del Sistema Bibliotecario Nazionale che fanno capo a quasi 6400 biblioteche e istituti culturali appartenenti a vari enti o a privati. Tuttavia il cinema, a differenza di quanto avviene all’estero, ne ha esplorate pochissime.

In “Angeli e Demoni” (2009) Robert Langdon, cui presta il volto Tom Hanks, nel tentativo di risolvere un mistero nella Biblioteca Vaticana, finisce per distruggere intere sale colme di libri di inestimabile valore.
Teatro delle scene non fu tuttavia la Biblioteca Vaticana, poco accessibile ai set come a noi comuni mortali, ma la Biblioteca Angelica di Roma.

Vent’anni prima Harrison Ford è a Venezia nei panni di Indiana Jones alla ricerca di indizi sul Santo Graal. Il mistero si svela sotto forma di un’indicazione scolpita su un sarcofago nelle catacombe di una chiesa sconsacrata e riconvertita in biblioteca.
Nel film si cita la Biblioteca Marciana, ma l’esterno è quello della Chiesa di Santa Barnaba. Una panoramica ci mostra dall’alto la sala della biblioteca ma è impossibile visitare i luoghi in cui fu girata la sequenza, perché ricreati in studio.

Lo stesso avvenne per la biblioteca descritta da Umberto Eco ne “Il Nome della Rosa”, ricostruita per il film del 1986 di Jean-Jacques Annaud così come per la serie tv del 2018.

Mario Martone restituisce alle biblioteche il ruolo di luogo di studio quando, nel 2014, per farvi rivivere “Il Giovane Favoloso”, entra nella casa-biblioteca della famiglia Leopardi di Recanati e negli ambienti della biblioteca privata della Duchessa Elena d’Aosta, all’interno della “Vittorio Emanuele III” di Napoli, quest’ultima già location scelta dal regista nel 1998 per “Teatro di guerra”.

Nel “Giardino dei Finzi-Contini” di Vittorio De Sica (1970) la biblioteca è allo stesso tempo l’ultimo baluardo di una libertà negata e un rifugio contro le barbarie esterne: a Ferrara nel 1938 Giorgio, uno studente ebreo, viene invitato a lasciare la postazione dove sta studiando (ritroviamo nuovamente la Biblioteca Angelica) e i Finzi-Contini gli permettono di utilizzare la biblioteca della propria villa i cui interni sono quelli di Palazzo Primoli a Roma, gli stessi che fanno da sfondo ad una scena del “Viaggio della sposa” di Sergio Rubini (1997).

Che si cerchino avventure, studio o semplicemente quiete, le biblioteche continuano a emanare un’aura di conoscenza mista a rispetto che, nell’era di Internet, difficilmente ci restituisce il web.
Un patrimonio di tesori nascosti in cui le nostre produzioni stentano ad entrare.

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