BFM/Mercato in espansione

“Sex Cut” dell’albanese Eno Milkani è il progetto vincitore di Alba Script Plus, la sessione dedicata ai progetti in sviluppo del Balkan Film Market, che quest’anno si arricchisce di un premio, del valore di 2000 euro (intitolato al regista americano di origini albanesi Stan Dragoti). La storia della presa di coscienza di una donna che, al culmine della guerra fredda lavora al dipartimento di censura cinematografica dell’Albania comunista, “un film ambientato negli anni ’70 ma che dice moltissimo dei nostri giorni. Una storia davvero molto bella che mi piacerebbe anche co-produrre” dichiara il produttore austriaco Michael Seeber, uno dei mentors di Alba Script Plus, che è l’unica sessione del BFM dotata di un premio in denaro.
“Pensiamo sia importante sostenere soprattutto la fase dello sviluppo, quella più delicata, dove è necessario un grande sforzo creativo, -spiega il direttore del BFM Andamion Murataj- Alba Script, iniziato tre anni fa coinvolgendo esperti internazionali come ‘mentori’ su progetti balcanici, è la base intorno a cui poi abbiamo costruito il Balkan Film Market”
Aggiungendo la sezione di pitch, Pitch Balkan, e invitando produttori internazionali che avessero già lavorato con i paesi balcanici. Sempre fedeli all’idea centrale del mercato, e cioè quella di “lavorare su storie autenticamente balcaniche, preferibilmente di co-produzione.”
Il vincitore di Pitch Balkan è il progetto di co-produzione fra Albania e Germania “My grandfather ashes”, di Enkelejd Lluca, prodotto da Sebastian Sgodzai, (Behind the Screens).
Al secondo posto, il serbo “Christina” di Nikola Spasic, prodotto da Milanka Gvoic (Inkubator Rezon), mentre al trerzo posto, ex aequo, il macedone “Sister- Sestra” di Dina Duma, prodotto da Marija Dimitrova, e “Life beats reality”, diretto e prodotto dalla rumena Andreea Valean.
“Siamo stati veramente felici di avere Andrea Valean, autrice della sceneggiatura del corto Palma d’Oro di quest’anno, “Traffic”, come anche di un altro rumeno Palma d’Oro (per “9 mesi, 4 settimane, 2 giorni”), Daniel Burlac, produttore del progetto “1985” di Bogdan Muresanu. La presenza della Romania è stata consistente, come quella della Macedonia, da cui sono arrivati ben 10 progetti. Altro segno della crescita del mercato è il fatto che sono intervenuti produttori e distributori molto importanti, come il buglaro Borilslav Chouchkov, l’ungherese Andras Muhi, il greco Kostantinos Kontovrakis, Marie-Pierre Vallé di Wild Bunch”.  Dichiara Murataj e rilancia: “lo step successivo è quello di espandersi oltre i confini albanesi, ci piacerebbe creare un ‘flusso’ di eventi di mercato balcanici ,mettendo in fila più appuntamenti, in modo che non si cannibalizzino fra loro e i professionisti possano passare dall’uno all’altro.”
Molto sentita anche la presenza italiana: quella del Lazio e della Puglia, (già partners del BFM), e della Basilicata, del Friuli Venezia Giulia: “grazie alla collaborazione con When East Meets West,  iniziano ad arrivare al Balkan professionisti friulani, come Andrea Magnani, script mentor per Alba Script Plus, nonché co- produttore di “Drajiji” di Otto Lazic Reuschel, presentato a Pitch Balkan e sostenuto, fra gli altri, dal Fondo Audiovisivo del Friuli Venezia Giulia.- Continua Murataj- Quest’anno avevamo ben due progetti italiani fra i pitch, oltre a questo anche “I am Ana” di Ado Hasanovic, prodotto da Il Gigante di Massimo D’orzi, anche co-sceneggiatore del progetto, con 39Films come produttore associato, il sostegno di Roma Lazio Film Commission, e  del Focus Fox Studio Award dei Sofia Meetings.”
“Sono molto orgoglioso, inoltre, della collaborazione iniziata con il Torino Short Film Market: Jacopo Chessa ha condotto un panel sui corti come opportunità creativa per debuttare al lungometraggio, e noi saremo a Torino, a novembre, dove organizzeremo degli screenings e un panel dedicato ai corti realizzati da registe balcaniche. Mi piacerebbe moltissimo ripetere una formula simile al MIA di Roma, o a Venezia.”
Intanto al MIA torneranno i Balkan Days, assicura Luciano Sovena, Presidente di Roma Lazio Film Commission: “il lavoro che stiamo cercando di fare, come Lazio film Commission , è quello di stimolare il networking fra i produttori indipendenti italiani e quelli balcanici, anche come eventi con i Balkan Days, nati proprio l’anno scorso al Balkan Film Market, e che abbiamo portato poi a Roma, Berlino e Cannes. Questo mercato è molto cresciuto rispetto all’anno passato, ci sono molti più produttori, anche perché qui si trovano film low budget ma di respiro europeo, dunque molto interessanti.”
Un risultato importante della collaborazione fra RLFC e il BFM è il nuovo film di Goran Paskalievic, che si girerà a breve nel Lazio (vedi news)

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