BERLINALE CO-PRODUCTION MARKET/Bufis vince il VFF Talent Highlight Award

La prima tragicommedia somala sul traffico di esseri umani: “Bufis” di Mahad Ahmed, prodotto dall’italiano Vincenzo Cavallo Faras, in co-produzione con Kenya, Somalia e USA, vince il VFF Talent Highlight Award al Berlinale Co-Production Market . Una prospettiva originale e divertente da cui guardare al fenomeno che più caratterizza il nostro tempo, quello della migrazione, attraverso la storia di uno sceneggiatore somalo che ‘crea’ famiglie finte, mettendo assieme rifugiati somali in Kenya, sceneggiando le loro storie articolate, allo scopo di fargli vincere la Green Card per gli USA.
“Sono molto felice di questo premio, – ha dichiarato Cavallo- investite in Africa, una terra ricca di talenti: è là il futuro.”

L’Eurimages Co-Production Development Award 2019, il riconoscimento più importante ai progetti del Berlinale Co-Produciton Market (del valore di 20 mila euro), è andato al progetto spagnolo  “Alcarràs”diretto da  Carla Simón), e prodotto da  Avalon PC; mentre l’ARTEKino International Prize al progetto israelianoResponsible Adult di Shira Geffen

Ad oggi, sono 280 i progetti presentati al Berlinale Co-Production Market che sono diventati film. “Quest’anno ce ne sono 3 al festival, -ha ricordato Martina Bleis direttrice del mercato. -Sono “Divino Amor”di Gabriel Mascaro, “The miracle of the Sargasso Sea”di Syllas Tzoumerkas (entrambi in Panorma) e “Photograph”di Ritesh Batra, in Berlinale Special”


Dieter Kosslich, direttore uscente della Berlinale, è stato il fondatore anche della primissima conferenza europea sulla co-produzione, nel 1988, ancora prima che fossero creati i programmi Creative Europe e Eurimages. “Da allora lottiamo per l’indipendenza dei produttori, e dobbiamo tenerlo in mente specialmente ora, in questo momento di drastico cambiamento dell’industria, in cui la questione dei diritti diventa quanto mai cruciale. I produttori indipendenti continueranno ad esistere solo se manterranno i diritti dei loro film. Per questi diritti la Berlinale si batte, oggi in special modo per i diritti delle donne del cinema.”

Per questo Kosslich ha firmato, per conto del festival, l’impegno per il 50/50 entro il 2020. Nell’occasione, la società di post-produzione Chimney in partnership con Women in Film International ha presentato anche la nuova iniziativa europea che propone incentivi per produzioni con parità di genere

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