BERLINALE/Il Festival e le Coproduzioni

170 progetti che hanno preso vita in queste stanze, e  più di 60 film nella selezione del festival di quest’anno che vedono coinvolti partecipanti del Berlinale  Talent: con  questi numeri Dieter Kosslich, direttore del Festival Internazionale del Film di Berlino, ha aperto il Coprpoduction Market, il mercato delle coproduzioni, che si è svolto dal 9 all’11 febbraio e ha visto 39 progetti coinvolti.
E a sottolineare il legame sempre più stretto fra gli incontri di coproduzione e di formazione della Berlinale e il festival stesso, Kosslich ha citato due titoli: “’71″di Yann Demange , in concorso, film “passato qualche anno fa dal Talent, che ci ha permesso di scoprire un nuovo talento nella regia d’azione.” E ancora “‘Los Angeles’ di Damian John Harper, che l’anno passato ha chiuso i finanziamenti qui al coproduction market ed è stato selezionato in Forum: uno notevole esempio di cinema”.

La cinematografia messicana ha fatto parlare di sé al Festival e al Coproduction Market: “Los Angeles” è un film messicano (coprodotto con la Germania), come anche “Güeros” di Alonso Ruizpalacios, presentato in Panorama, e vincitore della Miglior Opera Prima.

Messicano è, inoltre, il progetto che ha riscosso più successo al Coproduction Market, “The Thin Yellow Line” prodotto da Springall Pictures&Tequila Gang, rivela Sonja Heinen, direttrice del mercato:
“E’ stata una sorpresa per noi, il regista, Celso García, è un esordiente, la casa di produzione è invece ben affermata, gireranno già a maggio e sono venuti qui con un obiettivo molto chiaro: cercare partners per la postproduzione. Non erano aperti a molte possibilità, voglio dire, avevano bisogno di qualcosa di molto specifico, eppure sono stati sommersi di richieste di incontri.”

Particolarmente richiesti anche l’australiano “Lonely Girl” di Natasha Pincus (Second Sight Productions) e “Astrid”, la vera storia di Astrid Lindgren, coproduzione fra Danimarca e Svezia (Nordisk Film Production), diretta da Pernille Fischer Christensen.
Il Pitch Award che ARTE ogni anno dedica ai Talent Projects (10 mila euro) è andato al belga “Souvenir” di Bavo Defurne (Indeed Films) ; da quest’anno, inoltre, ARTE ha deciso di estendere il premio a tutti i progetti del Coproduction Market, assegnando ad uno dei progetti di Berlinale Residency, il kazako “The Wounded Angel”, prodotto da Anna Vilgelmi per Kazakhfilm e  diretto da  Emir Baigazin (regista di “Harmony Lessons”, vincitore dell’Orso d’Argento per il miglior contributo artistico alla Berlinale  2013).

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