ALTO ADIGE/Vocazione Europea

Con tre film in sezioni diverse – “Monte”, fuori concorso, “Die Einsiendler” in Orizzonti, e “Caffè” evento speciale alle Giornate degli Autori – l’Alto Adige è sempre più presente sulla scena festivaliera.
Se lo scorso anno era a Venezia con il film d’apertura, il blockbuster “Everest”, quest’anno si lega agli “Arthouse films”, come definisce i titoli “veneziani” Christiana Wertz, responsabile della IDM Film Commission, che puntualizza: “ abbiamo sempre sostenuto film di qualità e film low budget, quel che è cambiato è che adesso questi film hanno una maggiore visibilità; per noi è importante che le risorse pubbliche vadano a sostenere prima di tutto chi ne ha più bisogno”.

Sicuramente è cambiata la percezione del lavoro della film commission, la cui visibilità è sempre più legata alla crescita del talento locale.
Non stupisce, perciò, che nei film presentati a Venezia l’apporto del territorio non si limiti al sostegno finanziario e all’offerta di location, ma esprima anche autori, come nel caso dell’altoatesino Ronny Trocker, regista di “Die Einsiendler”, tecnici e imprese: Helios Sustainable Films ha realizzato il service per “Caffè” e sono molti i professionisti locali coinvolti in “Monte”.

Tutti e tre i film sono co-produzioni, come molti dei progetti sostenuti dalla Film Commission. Altro tratto identitario: la territorialità si intreccia con l’internazionalità. Prende forma quello che probabilmente è il più ambizioso degli obiettivi strategici: costruire un ponte tra la cinematografia italiana e quella mitteleuropea sviluppando la creatività del territorio.

“Ora cominciano a vedersi i risultati”, commenta soddisfatta Christiana Wertz, che va oltre Venezia e fa una rapida ricognizione delle produzioni recenti o future che hanno il sostegno del Fondo e dove sono protagoniste le società locali.

La citata Helios Sustainable Films, co-produce con la tedesca Lieblingsfilm “Alpenbrennen”, film per bambini diretto da Tobias Weiman.
Dopo una settimana di riprese a Berlino, la troupe del film si è spostata in Alto Adige per quattro settimane. Il film è stato sostenuto sia in fase di pre-produzione, con 22.250 euro, che di produzione, con 480 mila euro.

Un’altra società altoatesina, la Echo Film di Bolzano, ha da poco terminato le riprese di “Three Peaks”una co-produzione con la tedesca Rohfilm diretta da Jan Zabeil ; sostenuta dalla Film Commission con 350 mila euro. Storia di sentimenti nel difficile triangolo tra un uomo, la sua ragazza e il figlio di lei, il film è interpretato dall’attrice francese Bérénice Bejo (Premio Cesar come miglior attrice protagonista per “The Artist”e interprete dell’ultimo film di Bellocchio “Fai bei sogni”), mentre il protagonista maschile è Alexander Fehling, attore molto popolare tra il pubblico tedesco. Le riprese in Alto Adige, iniziate l’8 giugno e durate 4 settimane, hanno interessato diverse location sul territorio: l’altopiano delle Tre Cime di Lavaredo e la Malga Lange, la Città dei sassi al Passo Sella, la Bekoelbererjoch Hütte (Eores), San Candido e Predoi.

Ancora Echo Film è co- produttrice con la tedesca Port au Prince & Kultur Produktion di “Iceman-Rache” che Felix Randau inizierà a girare sulle Alpi dell’Ötztal a fine agosto ( sostegno della Film Commission: 560 mila euro). La sfida classica tra l’uomo e la natura è catapultata nella preistoria, ad oltre cinquemila anni fa; “ è un film senza dialoghi; stavolta – dice divertita Wertz – non ci sono problemi di lingua”.

Con la Echo Film, infine, approda alle riprese un progetto che è stato anche concepito in Alto Adige: si tratta di “Zweitland”, con cui Michael Kofler vinse nel 2011 la prima edizione di “Racconti”, lo Script Lab organizzato annualmente dalla Film Commission (“abbiamo accompagnato questo progetto fin dall’inizio e siamo felici che sia realizzato da una società di produzione altoatesina”, commenta Wertz).
Il film, sostenuto in fase di pre-produzione con 30 mila euro e di produzione con 480 mila euro, è co-prodotto con la salisburghese SK Film und Fernsehpro- duktionsgesellschaft e la Starhaus filmproduktion di Monaco. Mette in scena la storia di due fratelli all’epoca degli attentati dei separatisti altoatesini nei primi anni ’60. Le riprese saranno realizzate tra Chiusa, Parcinas e Merano.

Sono, questi, alcuni dei titoli realizzati con formule co-produttive: rappresentano lavoro, crescita di nuove professionalità, per una regione sempre più riconosciuta nel settore come “terra di cinema”.
L’acronimo IDM che ha sostituito BLS dal gennaio 2016 nel nome della Film Commission, sta per Innovation Development Marketing; la film commission e tutte le attività audiovisive che organizza nella provincia, sono inserite nel settore “development”.
“Ciò vuol dire – spiega Christiana Wertz – che l’approccio allo sviluppo ora è molto più globale e l’industria creativa sarà un settore chiave nello sviluppo del territorio. Detto questo – conclude – la nostra Film Commission conserva la sua autonomia, con lo stesso team e con lo stesso Fondo, così come proseguono i nostri progetti, da “Incontri” a “Racconti” a “Final Touch”. In sostanza: nulla cambia con le produzioni, nel senso che con loro il rapporto sarà sempre più solido”

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