ALTO ADIGE/Südtirol Valley

“Cinque milioni di euro di Film Fund e un paradosso: la difficoltà di investire sul territorio da parte delle produzioni. Almeno nella prima fase di istituzione del Fondo”. Chi parla è Patrick Kofler, presidente della FAS (l’associazione dei filmmaker altoatesini che ha contribuito alla nascita della BLS) e profondo conoscitore della realtà audiovisiva altoatesina. La sua Helios, società di produzione e comunicazione, è partner della nuova Panalight Südtirol, insediata da poche settimane a Bolzano con un’offerta di mezzi tecnici e trasporti per cinema e tv.

 

“Le produzioni che si avvalgono del Fondo BLS si impegnano a spendere il 150% di quello che hanno percepito sul territorio, ma all’inizio facevano fatica ad investire, data l’assenza di servizi legati alle riprese di un audiovisivo. Ora che anche l’equipment è riconosciuto come “spesa locale”, le cose sono cambiate”.

Un valore aggiunto per un territorio in crescita che sempre più viene premiato dalle produzioni (otto le lavorazioni tra fine maggio e luglio, metà delle quali di origine europea) ma che fino a due anni fa non disponeva di service locali per il noleggio dei mezzi, che le produzioni dovevano portare da fuori.
“In passato c’erano stati alcuni tentativi di insediamento da parte di altre aziende – spiega Kofler – ma fatti con poca prudenza e non pensati dal punto di vista del mercato, che chiede un partner che garantisca un servizio a 360° e che sia riconosciuto come spesa locale.
Panalight si è rivolta a noi perché conosciamo il territorio: l’obiettivo è inserire il progetto nella realtà locale in maniera sostenibile, lavorando nella direzione di una ricaduta economica ma anche di know-how. La cosa funziona se c’è un reale valore aggiunto: se si installa un’agenzia che faccia da specchietto per le allodole di prodotti che sono altrove, non ha senso. Bisogna venire su solidi, investire sul territorio”.

Panalight Südtirol è una delle nuovissime realtà – costole di storiche ditte romane o milanesi di noleggio di mezzi tecnici – da poco insediate in Alto Adige. La fase due del processo di crescita del comparto audiovisivo sul territorio passa infatti per la copertura di una delle voci essenziali per la realizzazione di un audiovisivo: i servizi tecnici alle produzioni. Per incentivare l’ingresso di imprese del settore senza rischiare insediamenti fittizi, BLS Film Fund & Commission, marchio controllato dalla Provincia Autonoma di Bolzano e dedicato al marketing territoriale, ha stabilito una serie di rigorosi criteri al fine di garantire una ricaduta economica sul luogo, dall’impiego di personale locale e l’impegno in attività di formazione alla solidità aziendale.
“Dato l’obbligo di spendere il contributo sul territorio – sottolinea Carmen Cian, Film Production & Location Service alla BLS – il rischio è che alcune aziende possano dar vita a sedi fittizie con una ricaduta economica pari a zero. Noi siamo una realtà giovane e vogliamo partire bene, senza mezze misure. I requisiti che abbiamo stabilito, oltre a garantire un effetto territoriale, mettono alla prova la volontà di investimento di chi si insedia”.
“Le aziende riconosciute dalla BLS entrano a far parte della rete territoriale, collaborando con la struttura in diverse direzioni, tra cui quella formativa. “Fino a pochissimi anni fa, il settore cinematografico locale si concentrava esclusivamente sul genere documentario, supportato dalla presenza della storica scuola Zelig. Poi, con la partenza del Fondo, sono arrivate le produzioni cinematografiche e non esisteva un service di noleggio. Con il Film Fund sta nascendo tutta l’infrastruttura intorno all’audiovisivo”.
Ad attrarre l’industria del settore, la stabilità del Fondo e l’intenso traffico di produzioni sul territorio, ma anche la vicinanza ai mercati di lingua tedesca e il potenziale allargamento della domanda. “Servendosi di personale locale che parla anche tedesco – rileva Carmen Cian, che annuncia il lancio di un Location Tour in ottobre e l’avvio della terza edizione del progetto per sceneggiatori “Racconti” in autunno – si possono scovare produzioni estere a fianco di quelle nazionali. In Alto Adige girano mediamente due terzi di produzioni italiane e un terzo internazionali, di cui l’80% di lingua tedesca (tra Austria, Svizzera e Germania)”.

La presenza di un doppio mercato è stata un forte incentivo per Movie People Südtirol, tra le new entry sul territorio.
“L’Alto Adige è il contatto tra il sud e il nord d’Europa – afferma Alessandro Trettenero – e a noi interessa il mercato tedesco, un sistema che, a parità di prezzi, pretende elevati standard di qualità. Certo, se avessimo un partner di lingua tedesca all’interno della compagnia, sarebbe più semplice”.
A comporre il marchio MPS la fusione di tre realtà: Movie People, service di noleggio tecnico con base a Milano, Leur Trasporti e due operatori – Marcello Buffa e Alessandro Trettenero – specializzati in post produzione.
“L’idea è di esportare dall’Alto Adige il know-how e la tecnologia che sviluppiamo qui. In questa fase stiamo ultimando la progettazione di un mezzo mobile dedicato alla post produzione e alla trasmissione dati, in grado di trasmettere in tempo reale la diretta della macchina da presa in qualsiasi parte del mondo. La Provincia prevede diverse agevolazioni per le aziende che si insediano, specie quelle che operano nel settore di ricerca e innovazione (ambito in cui i contributi arrivano al 75% ed oltre) e questo è un valore aggiunto”.

Operativa da sei mesi con un service a Merano, Rec Alto Adige Südtirol ha optato per un’altra modalità: noleggiare macchine da presa ed affidarsi ad una società locale, riconosciuta da BLS, per tutti i servizi extra. “Da quando siamo in Alto Adige – racconta Daria Avenia, seconda generazione dello storico marchio romano – abbiamo lavorato con clienti provenienti da Roma e con produzioni estere, in alcuni casi in coproduzione con l’Italia. Ma ora il problema che si pone è opposto a quello iniziale: troppi rental per le potenzialità del territorio. Mi auguro che questo affollamento di imprese non produca un effetto boomerang, perché stiamo parlando di una media di cinque film da dividere per quattro aziende. Già i service di noleggio hanno una situazione di mercato pessima: considerando il volume di costi da sostenere, la situazione mi preoccupa”.
La Rec è una delle imprese pegnate nella formazione tecnica di settore, anello indispensabile per o sviluppo del segmento audiovisivo:
“Fino a due anni fa in Alto Adige mancava del tutto personale addetto al settore cinema – prosegue Daria – Ora i corsi per assistente operatore e DIT (Digital Imaging Technician) tenuti dalla Zelig, in cui mettiamo a disposizione le nostre telecamere a titolo gratuito, si moltiplicano. Perché non ha senso offrire macchine e attrezzature tecniche in assenza di personale specializzato”.

Dello stesso parere Hannes Hofer, di professione fotografo, responsabile della nuova filiale di Merano del marchio tedesco Maier Bros, rental con oltre trent’anni di attività specializzato in materiali elettrici e macchinari per cinema e audiovisivo. “Offriamo tirocini di un anno nella nostra sede di Colonia per imparare il mestiere di macchinista ed elettricista: MB fornisce una paga mensile ai tirocinanti e BLS offre un sostegno logistico a chi proviene dalla Regione”.
L’idea di monitorare il territorio altoatesino comincia nel 2010, “quando abbiamo capito che qualcosa si stava muovendo – spiega Hofer – Fin qui ci siamo concentrati sulle produzioni austriache, svizzere e tedesche, ma siamo aperti ad allargare a quelle italiane. I due mercati non presentano oscillazioni sostanziali di prezzi e in termini di sistemi hanno minime differenze di attacco, niente di più”.
Per rafforzare la propria presenza sul territorio, Maier Bros ha investito in tecnologie: “Abbiamo acquistato un generatore da portare in montagna e casse speciali per trasportare l’equipaggiamento in alta quota. Qui le location hanno diversi livelli di altitudine: si va dai 300 metri delle valli ai 4mila metri, quindi anche l’attrezzatura tecnica deve essere adattabile alle diverse esigenze”.
Chiediamo ad Hannes come vede il recente proliferare di imprese tecniche sul territorio: “Ognuno deve trovare la sua nicchia – ci risponde – la sua fascia di mercato”.

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