AGPCI/A Trieste per confrontarsi con l’Europa

Alessandra Buggenig, Martha Capello, Laura Pellicciari, Andrea Magnani, Emanuele Nespeca, Igor Princic, Giovanni Pompili, Fabio Segatori, Andrea Stucovitz: a Trieste hanno raccontato a Cinema & Video International i loro nuovi progetti, lo hanno fatto durante il Secondo Meeting Nazionale dei Produttori Cinematografici Indipendenti (AGPCI) tenutosi dal 19 al 21 gennaio, e sono tutti membri dell’Associazione.
A Trieste c’ erano una quarantina di rappresentanti delle case di produzione italiane aderenti all’associazione (che conta 70 aziende, per la maggior parte microimprese).

 

Si sono incontrati, hanno discusso e si sono confrontati anche con i professionisti provenienti dai paesi di lingua tedesca, ospiti della terza edizione del When East Meets West. Il networking è stato reso possibile grazie alla collaborazione instaurata da AGPCI con il co-production forum dedicato alle coproduzioni tra i Paesi dell’Europa dell’est e occidentale, organizzato dal Fondo per l’Audiovisivo del Friuli Venezia Giulia in collaborazione con il Trieste Film Festival.

La produttrice Martha Capello, riconfermata nell’occasione presidente dell’AGPCI per il prossimo triennio, spiega che la condivisione dei progetti con partner internazionali è un tratto distintivo del metodo di lavoro degli associati.
“Questo – dice la produttrice – comporta un ritardo nei tempi, dovuto al lavoro di ricerca che ciascun produttore deve fare nel proprio paese. Lavoriamo molto in fase di sviluppo,ma alla fine il progetto è più forte”.

Capello ha ben presente le regole del mercato: le coproduzioni tra più paesi oltre alla ripartizione dei rischi finanziari, moltiplica le opportunità distributive. “Attualmente ogni partner detiene il 100% dei diritti distributivi nel proprio paese. Come AGPCI stiamo promuovendo la possibilità di ripartire le medesime percentuali delle quote produttive nei diritti di distribuzione dei partner produttivi anche all’interno dei rispettivi paesi d’origine”. Ampio rilievo è stato dato, durante il Meeting, anche al tema della distribuzione, grazie alla presentazione di nuovi modi di circuitazione dei film da parte di realtà imprenditoriali come Cineama, Distribuzione Indipendente e Movimento Film.

Il laboratorio del Meeting di Trieste ha prodotto contenuti che guideranno l’agenda dell’associazione per i prossimi tre anni. Un programma molto fitto, che va dalla richiesta di innalzamento dell’aliquota del tax credit interno per le micro-imprese alla creazione di un fondo per le coproduzioni minoritarie, alla trasparenza dei contratti con le televisioni e dei relativi criteri di attribuzione del valore economico dei prodotti cinematografici in fase d’acquisto.

E’ stato inoltre stabilito che l’istituzione di gruppi regionali che si affianchino agli esistenti di Lombardia, Friuli ed Emilia (quest’ultimo nato proprio durante il meeting) è il punto di partenza per l’allargamento del network all’Europa.

L’obiettivo è portare al parlamento europeo di Bruxelles un rappresentante dell’Associazione. Il nuovo consiglio direttivo (che ha confermato Martha Capello alla presidenza per il prossimo triennio, e nominato Emanuele Nespeca segretario generale) ha anche nominato cinque membri responsabili (“ministri”) della nuova governance: Franco Bocca Gelsi per i Rapporti con l’estero e il coordinamento regionale, Alessandra Bugennig addetta al Coordinamento tra i soci e l’attività associativa, Simone Gattoni per i Festival e la Formazione e Giuseppe Petitto, che si occuperà delle relazioni con le emittenti televisive.

Attorno all’AGPCI si sta creando attenzione e simpatia crescenti: uno “stile” che comincia a piacere anche a produttori non più giovani, e che al Meeting di Trieste erano presenti. Un nome per tutti:, storico produttore di Marco Bellocchio, neo associato all’AGPC. Il cerchio generazionale dell’AGPCI si sta allargando, lo assicura Martha Capello, che preferisce puntare all’indipendenza come tratto identitario, conservando però l’etichetta di “giovani” ( presente nell’acronimo della sigla associativa) come “segnale forte di desiderio di cambiamento”.

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