LUIGI ABETE/Cinecittà vive con il Cinema Internazionale

E’ soddisfatto Luigi Abete, presidente di Cinecittà Studios: “La produzione del film di Paul Haggis è la prova che agli occhi dell’industria internazionale restiamo un competitor attraente nonostante la complessità di questo momento.”
Osserva Abete: “Del resto, noi puntiamo sempre più ai mercati mondiali e intendiamo seguire una strategia in questa direzione. Per farlo, però, dobbiamo immaginare e attuare una nuova organizzazione del lavoro, fare nuovi investimenti per rendere la nostra struttura sempre più in linea con le esigenze dei produttori di tutto il mondo”.

“Noi siamo certi di potere raggiungere standard elevati di qualità e di professionalità, sebbene siamo sfavoriti rispetto ai nostri principali competitors per quanto riguarda, soprattutto, alcune realtà dell’est europeo in cui il costo del lavoro è certamente più basso che da noi.”
Il Tax Credit viene definito irrinunciabile.
Il Presidente di Cinecittà Studios traccia un quadro realistico: “La normativa del Tax Credit in vigore funziona: sarebbe opportuno renderla permanente anziché rinnovarla ogni tre anni, perché questa scelta, agli occhi degli interlocutori stranieri, avrebbe il beneficiodi dare un’immagine di stabilità al nostro audiovisivo. Sarebbe, poi, importante una politica delle Film Commission che fosse sì competitiva, ma anche coordinata, per evitare cannibalizzazioni inutili e, soprattutto, per riuscire a creare un sistema integrato di lavoro sul piano nazionale.”
Abete riassume infine i punti salienti del piano industriale di rilancio:
“Il perimetro dei teatri di posa è vincolato e nessuno si è mai sognato di alterarlo. In aree laterali oggi inutilizzate noi abbiamo pianificato di costruire un parcheggio, degli uffici per le produzioni straniere, ma anche stabili per chi vorrà portare la sua attività a Cinecittà, un teatro di posa grande come il Teatro 5 e un albergo con duecento camere”.

Abete esclude che possa essere un albergo di lusso: “chi è quel pazzo che va ad aprire un resort in periferia? Chi va a via Tuscolana per una cosa del genere?”
Dice Abete scherzando e ricordando con orgoglio di essere nato sulla vicina via Prenestina. Il manager conclude “Il cinema italiano e la televisione non ci consentono di sopravvivere. Dobbiamo guardare alle produzioni internazionali e per farlo abbiamo bisogno di raggiungere l’eccellenza e offrire servizi di alto livello come tutti gli altri Studios del mondo.”

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