Search Results for 'bel paese'

THE BEL PAESE/From Russia with Love

Almost ten thousand kilometres separate the Cinema Aurora of Saint Petersburg and the Ussuri of Vladivostock, with a time lag of seven hours.
In the first case we are in Europe, a stone’s throw from Finland and Estonia, whilst in the second we’re in Asia: a two-hour flight brings you to Beijing or Pyonyang, whilst it takes eight hours to get to Moscow. Yet their spectators have a lot in common: for example their love of Italy, whose culture, lifestyle and films they adore.
More in particular, they are passionately keen on art documentaries from the Bel Paese.

We’re told all about it by Maria Bezenkova, Distribution Manager of Nevafilm Emotion, who is to be thanked for the spread of productions “made in Italy”, such as “Raffaello: Il Principe delle arti”, “Firenze e la Galleria degli Uffizi 3D”, “San Pietro e le Basiliche Papali 3D” / “Raffaello, the Prince of Arts”, “Florence and the Uffizi Gallery 3D”, “Saint Peter’s and the Papal Basilicas 3D”.

“Art documentaries,” says Maria, “are highly appreciated and are, in fact, becoming increasingly popular, to the extent that Nevafilm Emotion has decided to concentrate all its efforts on this trend. When we began distributing added content – a dozen or so years ago – it was Italian opera, obviously from La Scala, that we brought to Russia’s big screens. Nevertheless, we realized that the potential audience for this genre tends to remain stable: a mature audience, often with limited spending power. There are far more promising prospects for art content, able to attract spectators from different age ranges, generally decidedly younger, with greater economic resources and therefore willing to pay a premium.”

Indeed, in Russia, too, as on the European markets where MEDIA Salles records trends, added content is sold at a markedly higher average price.
A ticket for the première of an Italian art documentary in Moscow costs around 500 roubles (more or less 6.50 euros), two thirds higher than for film premières, offered at 300 roubles (around 4 euros).
“To get a more demanding audience – people from 24 to 35 – keen on art, the technical quality must be impeccable and it must be a production made specifically for the big screen, better still if it’s in 3D. Anything that comes over like a TV documentary doesn’t work. We then adapt these productions to our market, inviting experts on the cultural scene here in Russia, or film stars, to lend their voices for the dubbing and voice overs. So for the Uffizi, for example, we were able to count on Michail Borisovic Piotrovskij, Director of the Hermitage, for the Vatican Museums on Andrej Konchalovskij, for Caravaggio on Vladimir Epifantsev.”

This strategy allows Nevafilm Emotion to reach from thirty to fifty cities with each of these added con- tent offers, both in European and in Asian Russia, including the regions of Siberia and the Amur.
In its Cinema Pobeda (Victory), Novosibirsk, for example, the third largest city in Russia after Moscow and Saint Petersburg and a station on the mythical Transiberian railroad, offers a programme of Italian productions which, alongside seasons of full-length feature films, includes the most successful added content.
The cinemas that transform themselves into ambassadors of Italian culture range from specialty theatres to the bigger, more commercial multiplexes, including arthouse or “traditional” cinemas.
If it comes as no surprise that in Moscow the Centre for Documentaries is a reference point – a sort of boutique that makes international selections of the genre – it is not so readily expected that the big Rus- sian chains, such as Cinema Park, Formula Kino, Karo and Kinomax (which represent over 22% of the Country’s screens), should include Italian art in their offer.
“It is my hope,” continues Maria Bezenkova, “that art productions from Italy will continue and indeed increase – keeping up their technical standards and excellent spectator value – so as to satisfy a growing demand.”
While it is true that added content accounts for around 1% of the Russian film market – and this figure may seem negligible – it should not be forgotten that in 2017 Russia took over France’s historical lead- ing role, counting over 213 million spectators. In other words, from the ‘90s up to today, Russia has increased its audiences ten times over and established itself as a market on which the great film producing countries cannot fail to concentrate.
“I’d like to see a stronger offer of Italian classics and titles from the ‘60s and ‘70s. Every year here in Russia there are interesting festivals and contemporary Italian weeks. Comedies and melodramas are very popular but if they could be combined with a glimpse of previous productions, spectator satisfaction could be even further increased,” concludes Maria Bezenkova. Adding, “For me, Italy, its cinema and culture are a matter of business and love all in one!”

IL BEL PAESE/Dalla Russia con Amore

IL BEL PAESE/Dalla Russia con Amore

Tra il Cinema Aurora di San Pietroburgo e l’Ussuri di Vladivostok corrono quasi diecimila chilometri, mentre sette sono le ore di differenza.
Nel primo caso siamo in Europa, a due passi da Finlandia ed Estonia, nel secondo in Asia: in due ore di aereo si va a Pechino o a Pyongyang, per Mosca ce ne vogliono almeno otto.
Eppure i loro spettatori hanno molto in comune: per esempio l’amore per l’Italia, di cui adorano cultura, modo di vivere e film. Più in particolare sono appassionati di documentari d’arte del Bel Paese.
Ce ne parla Maria Bezenkova, Direttrice della distribuzione di Nevafilm Emotion, a cui si deve la diffusione sul mercato russo di produzioni “made in Italy” come “Raffaello: Il Principe delle arti”, “Firenze e la Galleria degli Uffizi 3D”, “San Pietro e le Basiliche Papali 3D”.
“I documentari d’arte – ci dice Maria – sono molto apprezzati, anzi diventano sempre più popolari, al punto che Nevafilm ha deciso di concentrare le sue energie su questo filone. Quando abbiamo iniziato – una decina di anni fa – a distribuire contenuti aggiuntivi, avevamo portato sui grandi schermi della Russia l’opera italiana, ovviamente La Scala.
Tuttavia ci siamo resi conto che il pubblico potenziale per un genere come questo tende a rimanere stabile: si tratta di persone di età avanzata e spesso con una capacità di spesa assai contenuta. Molto più promettenti sono invece le prospettive per i contenuti d’arte, capaci di attirare spettatori che appartengono a fasce di età diverse, in generale decisamente più giovani, e con maggiori disponibilità economiche, disposti perciò a pagare un premium price.”

Anche in Russia, infatti, come nei mercati europei di cui MEDIA Salles rileva l’andamento, i contenuti aggiuntivi vengono venduti ad un prezzo medio decisamente più elevato. Il biglietto per un documentario sull’arte italiana, in prima uscita, a Mosca, costa circa 500 rubli (più o meno 6,50 euro), oltre due terzi in più di quello dei film in prima visione, proposti a 300 rubli (circa 4 euro).
“Per appassionare all’arte il pubblico più esigente – quello tra i 24 e i 35 anni – è necessario che la qualità tecnica sia impeccabile e che si tratti di una produzione realizzata per il grande schermo, meglio ancora se in 3D. Tutto ciò che sa di documentario televisivo non funziona. Noi poi adattiamo al nostro mercato queste produzioni, invitando personalità della scena culturale russa, oppure star del cinema, a prestare la loro voce per il doppiaggio o il voice over. Così, per gli Uffizi abbiamo potuto contare su Michail Borisovic Piotrovskij, Direttore dell’Ermitage, per i Musei Vaticani su Andrej Konchalovskij, per Caravaggio su Vladimir Epifantsev.”

Tale strategia consente a Nevafilm Emotion di raggiungere, con ciascuno di questi contenuti, dalle trenta alle cinquanta città, nella Russia europea come in quella asiatica, incluse le regioni della Siberia e dell’Amur.
Novosibirsk, per esempio, terza città della Russia, dopo Mosca e San Pietroburgo, tappa della mitica Transiberiana, offre, nel Cinema Pobeda (Vittoria), un programma di produzioni italiane che, oltre a rassegne di lungometraggi, include i contenuti aggiuntivi di maggior successo. I cinema che si trasformano in ambasciatori della cultura italiana vanno dalle sale specializzate ai grandi multiplex di stampo più commerciale, passando per i cinema d’essai o “di tradizione”.

Se non stupisce che a Mosca un indirizzo di riferimento sia il Centro del Documentario – una sorta di boutique che seleziona a livello internazionale il meglio di questo genere – meno scontato risulta che le grandi catene russe come Cinema Park, Formula Kino, Karo e Kinomax (che rappresentano oltre il 22% degli schermi del Paese), includano l’arte italiana nella loro offerta. “Il mio auspicio – continua Maria Bezenkova – è che le produzioni d’arte provenienti dall’Italia continuino, ed anzi aumentino, – sempre mantenendo degli standard tecnici e di spettacolarità di eccellenza – in modo da soddisfare una richiesta cre- scente.”
Se è vero che i contenuti aggiuntivi pesano intorno all’1% del mercato cinematografico russo – cifra che potrebbe sembrare trascurabile -, non si deve dimenticare che nel 2017 la Russia ha strappato alla Francia un primato storico, arrivando a oltre 213 milioni di spettatori. Detto in altre parole, dagli anni ’90 ad oggi, la Russia ha decuplicato il suo pubblico e si è imposta come un mercato su cui i grandi paesi produttori di cinema non possono non concentrare le loro energie.

“Vorrei anche che si rafforzasse la proposta di film italiani classici e di titoli degli anni ’60 e ’70. Qui in Russia ci sono ogni anno interessanti festival e rassegne di cinema italiano contemporaneo. Commedie e melodrammi piacciono molto, ma se si potesse abbinare anche uno sguardo sulla produzione precedente, il gradimento da parte degli spettatori potrebbe ancora aumentare”, conclude Maria Bezenkova. E aggiunge: “Per me l’Italia, il suo cinema e la sua cultura sono contemporaneamente affari e passione!”

GLOBO D’ORO/Una Mappa del Bel Paese

di Paolo Di Maira


La cinquantesima edizione del Globo D’Oro, i premi che ogni anno la stampa estera assegna al cinema italiano, ha decretato il trionfo di “Mine Vaganti” con quattro riconoscimenti: miglior film, migliore sceneggiatura, migliore fotografia, migliore attrice rivelazione.
Tra i premiati campeggiano “Baaria”, premio per il miglior regista e la migliore musica, “Basilicata Coast to Coast” migliore opera prima, “Focaccia Blues” “film da non dimenticare”.


La Manifestazione, diretta e presieduta da Elizabeth Missland, vive dal 1959, anno in cui tre giornalisti stranieri, John Francis Lane, Melton Davis e Klaus Rhà¼le, decisero di rendere omaggio al Cinema Italiano nel suo momento di massimo splendore, istituendo un premio sul modello dei Golden Globes di Hollywood.

Curiosamente, ma forse non tanto, con la gran parte dei film premiati quest’anno si potrebbe disegnare la mappa di un itinerario nel sud dell’Italia.
Ci siamo chiesti: qual è l’ Italia che, specchiandosi nei film, vive nell’immaginario dello spettatore/osservatore straniero?
L’occasione dell’evento svoltosi nello scorso luglio è stata preziosa per “intercettare” quelli che possiamo considerare opinion leaders: i giornalisti della stampa estera accreditata in Italia, cui abbiamo girato la domanda.


“Spesso la Stampa estera ha avuto la funzione -come dire?- di “rendere giustizia” all’Italia, o piuttosto al meglio dell’Italia, quando gli Italiani stessi se lo erano dimenticato”, commenta Marcelle Padovani, di Le Nouvel Observateur.
E spiega: “Anche in occasione degli ultimi Globi d’oro, in un certo senso, abbiamo reso giustizia non solo al cinema del sud e sul Sud, ma al Sud stesso.
Il Sud : l’abbiamo scoperto a poco a poco, noi corrispondenti, prima con i problemi del crimine organizzato, ovviamente, ma sopratutto con gli scrittori, con la straordinaria capacità  creativa degli scrittori e dei cineasti del Sud”.
Un’Italia sospesa nel mito: “Come se questa regione fosse rimasta un serbatoio di cultura, di esperienze, di razionalità  disperata (a volte), e comunque di inventiva infinita , da Sciascia a Camilleri, passando per Giuseppe Tornatore, Franco Battiato o Elvira Sellerio.
Il Sud per noi è il simbolo di un’ Italia eterna: colta e comunicativa, anche nelle sue disperazioni …”


Da un’Italia senza tempo a una terra dove si “ritrovano” le emozioni: “Sono cresciuto in Francia- racconta Salvatore Aloise di Le Monde – nel nord-est piovoso e grigio.
Per questa ragione, quando venivamo in vacanza dalle nonne, in Calabria, era sempre prima di tutto l’esplosione di colori di quella terra che mi colpiva.
Da allora il sud a tinte forti è per me Italia.
E forse inconsapevolmente lo cerco sempre anche nei film.
E, mi sembra, non soltanto io”.
L’emozione è tanto più forte quanto più è lontana la fonte:
“Più della Sicilia di Tornatore ed il Salento di “Mine vaganti” già  visti, mi hanno colpito i paesaggi di un altro tempo, un po’ lunari di “Basilicata Coast to Coast””

Sono considerazioni illuminanti, che non soltanto confermano la potenza comunicativa del cinema, ma esprimono la grande attrazione esercitata da qualcosa che forse noi italiani consideriamo perduta.
Questa sensazione si acuisce ascoltando le parole di Sergey Startsev dell’agenzia Novosti:
“Come è noto, da sempre i russi provano un’irrazionale attrazione per il Bel Paese: per i suoi paesaggi, per le antiche rovine, per l’allegro e vivace temperamento del popolo italico, per la gustosa e sempre sorprendente cucina.
In un certo senso l’Italia risulta per i russi una sorta di magnetica illusione, una favola creata da loro stessi.
Ed è proprio la manifestazione di tale magica illusione che è ricercata dallo spettatore nel cinema italiano”.
Una magia che il boom del turismo russo in Italia non ha cancellato: “Vedere l’Italia coi propri occhi mantiene vivo l’interesse sia per il paese che per il cinema.
Immaginate una fredda e buia notte di Mosca e sullo schermo le scintillanti e fragili onde del mare che si intravedono nel film “Basilicata coast to coast”: per un russo tale immagine è un ricordo della festa dell’estate passata e la speranza che tale festa si ripeta.
Solamente questo è già  un forte stimolo per assistere alla proiezione di un film italiano”.
Ma non basta mostrare le bellezze d’Italia per fare il successo di un film italiano in Russia:
” lo spettatore russo cerca in qualsiasi film proveniente dall’estero le collisioni umane e le realtà  sociali che ben conosce.
Ciò avviene da quando nel dopoguerra lo spettatore sovietico subì un fortissimo shock culturale quando vide i film del neorealismo italiano e scoprì che lontano, nell’irraggiungibile Italia, le persone soffrono, piangono e gioiscono alla stessa maniera”.
“Oggi “” conclude Startsev – il pubblico aspetta da un film la stessa cosa: la conferma che anche in un’illusione, in una favola, esiste una vita vera”. Sorge un dubbio: fino a quando i nostri cineasti ce la faranno a rappresentare attraverso i film un’Italia che ci sta sfuggendo?

MARCO V. PUGINI/The Most of the Bel Paese

“The crisis is starting to make itself felt: 2010 will be a complex year. But from 2011 things will probably start to pick up again.”
Marco Valerio Pugini, Executive Producer of Panorama Film and President of the Association of Executive Producers A.P.E., is quite satisfied with the way things are going.
Movies like “˜Letters to Juliet’, “˜The American’, “Twilight: New Moon’ and “˜Eat Pray Love’ have demonstrated the vitality of big international productions in our country, even though the number of overall working days has fallen.
“Until the beginning of this year there was quite a lot of work”, continues Pugini, “now things are starting to slow down”.


Marco Valerio Pugini gives his opinion on the implementation of tax credits in Italy:
“All these movies came to our country more or less irrespective of the tax breaks which were applied for “˜Letters to Juliet’, but not for “˜Eat Pray Love’.
Obviously they are a good thing and we hope they will be confirmed for 2011.
The problem is that, on their own, tax credits cannot change the direction of production companies that are heading for countries which are more competitive than our own, because many of those other countries “” like Hungary and Bulgaria – have similar and more advanced regulations that are more favorable to production companies.
At the same time, however, they have balanced out the competition somewhat, as previously we were at a disadvantage”.


Italian film crews also go to film in those countries where, in addition to tax breaks, they can find increasingly skilled workers.
And, according to Pugini, a strong part must be played by the “Italy system” which finds it hard to create a positive image abroad.
“It takes years to build credibility”, the producer continues, “we need everybody to work hard in order to achieve a linear and transparent approach.
The world of movies as a whole and, in particular, Italian producers, have demonstrated that tax breaks are necessary.
By moving together, I think we can still do even more”.
Pugini is satisfied “” through his personal experience “” with how local administrations have begun to respond to the demands of production companies.
“I have always been an advocate of “˜movie tourism'”, he explains.
“I have great belief in the combination of cinema and tourism but it must be supported by the territory and the authorities governing the same.
In Verona we have received the full support of the Mayor, the City Council and the provincial authorities.
Even though no money has been allocated, the commitment and speed with which certain problems have been solved has been decisive for obtaining excellent results.
The reaction was both immediate and favorable, because straight away our interlocutors understood the benefits that could be derived for the city of Verona.
There is also a common interest.
I want to make a good product for my clients and the public administration wants the image of its city to come out as well as possible.
We have had enormous help from the City Council as well as the various departments”.


With regard to contributions from the territory, an exemplary case is that of Campania, where the very active Film Commission, under the guidance of the President Luciano Stella and the Director General Maurizio Gemma, provided direct support to the “˜Eat Pray Love’ project. “In our job, money is not always the first thing you need”, explains Pugini.
“The Campania Film Commission provided its pivotal and irreplaceable assistance to create a set in the very centre of Naples.
Communication and collaboration between all the subjects involved is crucial for facilitating movie-making in Italy”.
The producer concludes: “It is the stories in particular that bring foreign movies to our country.
Today, however, thanks to the tax credits, international productions no longer try to avoid Italy.”

MARCO VALERIO PUGINI/Valorizziamo il Bel Paese

di Marco Spagnoli


“La crisi comincia a farsi sentire: il 2010 sarà  un anno complesso. Dal 2011, invece, le cose torneranno con molta probabilità  a funzionare.” Marco Valerio Pugini, Produttore Esecutivo attraverso la sua Panorama Film e Presidente dell’Associazione Produttori Esecutivi (A.P.E.), è abbastanza soddisfatto di come stanno andando le cose. Titoli come “˜Letters to Juliet’, “˜The American’, “˜Twilight: New Moon’, “˜Eat Pray Love’, hanno dimostrato la grande vivacità  delle grandi produzioni internazionali nel nostro paese, sebbene le giornate di lavoro siano, complessivamente, diminuite.
“Di lavoro, fino agli inizi di quest’anno, ce n’ è stato molto”, continua Pugini: “Adesso le cose si stanno un po’ fermando.”


Marco Valerio Pugini fa un bilancio dell’attuazione del Tax Credit in Italia:
“Tutti questi film sono venuti nel nostro paese un po’ a prescindere dalle agevolazioni fiscali. Noi lo abbiamo applicato su “˜Letters to Juliet’, ma non su “˜Eat Pray Love’.
Ovviamente è una cosa buona che ci aspettiamo venga confermata anche per il 2011.
Il problema è che, di per sé, non è una norma in grado di fare cambiare la direzione delle produzioni che si avviano verso paesi comunque molto più competitivi del nostro (come Ungheria e Bulgaria), perché vi sono norme analoghe e ancora più avanzate e favorevoli alle produzioni. Al tempo stesso, però, ha bilanciato una competizione che ci vedeva sfavoriti.”


Anche le troupe italiane vanno a girare in questi paesi dove, oltre alle agevolazioni fiscali, trovano delle maestranze sempre più capaci. In più, secondo Pugini, un ruolo molto forte è giocato dal “˜sistema Italia’ che stenta a conquistare una buona immagine all’estero.
“Per costruire questa credibilità  ci vogliono anni di lavoro”.
Continua il produttore: ” occorre un impegno da parte di tutti per raggiungere una certa linearità  e trasparenza nell’approccio al lavoro. Il mondo del cinema tutto e, in particolare, i produttori italiani, hanno fatto capire che le agevolazioni fiscali sono necessarie. Muovendoci insieme, credo si possa fare ancora molto di più.”


Pugini è soddisfatto “” per esperienza diretta – di come le amministrazioni locali hanno iniziato a rispondere alle sollecitazioni della produzione.
“Sono sempre stato un grande fautore delcosiddetto cineturismo”, sottolinea Pugini:
“Il binomio cinema e turismo è una realtà  in cui credo molto e che deve essere favorita dal territorio e da chi lo governa.
A Verona abbiamo avuto il massimo sostegno del Sindaco, del Comune tutto e della Provincia.
Anche se non è stato stanziato denaro, l’impegno e la velocità  di soluzione di alcune problematiche sono stati determinanti per ottenere un ottimo risultato.
La reazione è stata immediata e favorevole, perché i nostri interlocutori hanno capito subito quali benefici sarebbero potuti arrivare per la città  di Verona. Del resto c’è un interesse comune.
Io voglio fare un buon prodotto per i miei clienti e l’amministrazione vuole che l’immagine della sua città  venga fuori nel modo migliore. Dal Comune ai vari assessorati l’aiuto è stato enorme.”


Sempre a proposito di apporto del territorio, è esemplare il caso della Campania, dove l’attivissima Film Commission guidata dal Presidente Luciano Stella e dal Direttore Generale Maurizio Gemma ha sostenuto direttamente il progetto “˜Eat Pray Love’.
“Nel nostro lavoro i soldi non sono sempre la prima cosa che serve”, spiega Pugini.
“L’impegno di una Film Commission come quella della Campania è servito a dare una mano fondamentale e insostituibile per un set nel pieno centro di Napoli.
La comunicazione e la collaborazione tra tutti i diversi soggetti coinvolti è cruciale per facilitare la realizzazione di film in Italia”.
Conclude il produttore:
“A portare il cinema straniero nel nostro paese sono sempre e soprattutto le storie. Oggi, però, grazie al Tax Credit le produzioni internazionali non cercano più di evitare l’Italia.”

YES ITALIA/Un canale promuove il Bel Paese

di Paolo Di Maira


Nella scorsa estate NewCo Rai International ha lanciato un bouquet di nuovi canali tematici per promuovere il “made in Italy”: a Raitalia ( il tradizionale canale per gli italiani all’estero), al canale informativo Rainews24 e a RaiMed, rivolto al bacino del Mediterraneo, affianca due nuovi canali: “Salute”, interamente dedicato alla salute e al benessere, e “Yes Italia”.

All’interno della missione di NewCo Rai International “” promuovere l’Italia nel mondo – “Yes Italia” stringe l’obiettivo sul turismo, allo scopo di rilanciare questo settore cruciale per l’economia nazionale.
La nuova strategia modifica il target di riferimento , che dai soli italiani del mondo, si dilata a tutti coloro “” spettatori-turisti, giovani generazioni – che sono attratti dall’italian way of life.
“Yes Italia” ( da fine ottobre è visibile anche sul canale 818 di Sky) , sottotitolato in inglese e spagnolo, è un canale pensato per un’audience internazionale.
“E’ un concetto nuovo nel panorama mondiale dell’offerta televisiva , perché si tratta di un canale per l’estero dedicato esclusivamente alla promozione del turismo verso l’Italia”, sottolinea il responsabile marketing della NewCo, Giovanni Celsi, soddisfatto del prestigioso riconoscimento di Hotbird Tv Award, che ha selezionato “Yes Italia” nella terna dei finalisti per la categoria “National Window”.


Diretto da Osvaldo Bevilacqua, iniziatore del genere con il noto programma su Raidue “Sereno variabile” ,”Yes Italia” costruisce un palinsesto che racconta il Bel Paese attraverso una serie di rubriche : monografie, arte e cultura, itinerari, vacanze , gusto, made in Italy, eventi e spettacolo.
Una particolare attenzione è dedicata alla valorizzazione delle realtà  territoriali.


Dopo aver avviato una collaborazione con l’Enit, l’attenzione della NewCo si concentra ora sulle Regioni che vengono chiamate a partecipare anche finanziariamente alla realizzazione di programmi mirati alla promozione del proprio territorio.
“Proponiamo non degli spot ma appuntamenti periodici capaci di fidelizzare il pubblico: format di mezz’ora alla settimana per almeno tre mesi”, spiega Celsi. Con Campania, Sardegna, Piemonte, Basilicata il lavoro è già  avviato, mentre contatti sono in corso con Liguria Toscana e Umbria. Giovanni Celsi lancia un’idea.
“Pensiamo che ci siano le condizioni per collaborare anche con le Film Commission, perché “Yes Italia” può diventare un’opportunità  nuova, diretta, efficace, per promuovere le location cinematografiche”.


 “Yes Italia” è trasmesso in tutta Europa e nel Bacino del Mediterraneo sulle due piattaforme satellitari Eutelsat/Hotbird e Astra/19.2° est, ed è distribuito all’interno del circuito internazionale gestito da NewCo Rai International . Il bacino di utenza potenziale è enorme: 230 milioni di abitazioni, la maggior parte in Europa, oltre 4 milioni in USA e Canada, e 10 in America Latina.

EMILIA ROMAGNA/Giovani e bellissimi alla SIC

EMILIA ROMAGNA/Giovani e bellissimi alla SIC

E’ stato girato a Ferrara e Comacchio, con il contributo del Fondo per l’Audiovisivo regionale dell’Emilia Romagna, “Saremo giovani e bellissimi” di Letizia Lamartire, che rappresenterà l’Italia alla Settimana Internazionale della Critica di Venezia.

Emilia Romagna Film Commission ha supportato anche la realizzazione anche “Zen sul ghiaccio sottile”, uno dei tre film finalisti di Biennale College, e opera prima dell’imolese Margherita Ferri, affiancata dalla produttrice Chiara Galloni per la bolognese Articolture, una storia di formazione tra i suggestivi paesaggi dell’Appennino bolognese.

E grazie al prezioso lavoro de L’Immagine Ritrovata, il laboratorio della Cineteca di Bologna, l’Emilia Romagna sarò presente anche in Venezia Classici con due importanti restauri: “Morte a Venezia” di Luchino Visconti, e “Il Posto” di Ermanno Olmi.
La Cineteca ha inoltre collaborato al recupero di “Brick and Mirror”, di Ebrahim Golestan, capolavoro della cinematografia iraniana, che mostra il volto di un Paese in cui stanno per spirare i venti della Rivoluzione.

Quattro i corti (tre documentari e uno di fiction),targati Emilia Romagna, che concorrono per Migrarti Cinema, il cui vincitore sarà decretato alla Mostra del Cinema: “Il Mondiale in Piazza”, di Vito Palmieri, prodotto da Articolture, “Dem Dik Africa” di Maria Martinelli, Moussa Ndiaye e Alessandro Argnani Caroli, prodotto da Kamera Film & Start Cinema di Ravenna, “La follia degli altri” di Francesco Merini, che produce con la Mammut Film, di cui è socio assieme a Ilaria Malagutti e Michele Mellara, e infine “La felicità è blu” di Enza Negroni, prodotto da Valeria Consolo, in collaborazione con UISP Emilia-Romagna.

Andrea Pallaoro, che l’anno scorso, con “Hannah”, ha portato Charlotte Rampling a vincere la Coppa Volpi, ha attivato i contatti con Emilia- Romagna Film Commission per effettuare location scouts sul territorio, per l’ambientazione del suo nuovo film, ispirato al romanzo “To the wedding”, di John Berger.

THE BUSINESS STREET/Grandi Bellezze in vendita

THE BUSINESS STREET/Grandi Bellezze in vendita

 Si terrà dal 17 al 21 ottobre la nona edizione di The Business Street, Mercato Internazionale del Film di Roma, coordinato da Massimo Saidel con Francesca Palleschi e Markus Duffner, e New Cinema Network (NCN), coordinata da Alexia De Vito con Annalisa Donnarumma e Camilla Donghi.
Non cambia la location: Via Veneto, con l’Hotel Bernini Bristol che ospiterà per il secondo anno consecutivo anche il mercato di co-produzione dei progetti, New Cinema Network e la Video library digitale (realizzata in collaborazione con RAI COM e WCPMedia Services) per le proiezioni di Mercato, che si terranno anche al Multisala Barberini.
Sembra crescere invece la partecipazione internazionale: tra compratori, world sales agents e produttori si registra già un incremento del +25% con una media in crescita di 750 accreditati industry (dati al 29 settembre 2014).

Il 17 ottobre si aprirà con il tradizionale European Day, con l’Info Day Europeo e la presentazione del primo anno di attività a pieno regime dei nuovi schemi di sostegno all’audiovisivo di Europa Creativa (2014-2020). L’evento è organizzato dal Creative Europe Desk Italy/MEDIA e The Business Street, con il sostegno di MiBACT – DG Cinema, Regione Lazio e Istituto Luce Cinecittà. Il 18, invece, la Casa del Cinema ospiterà il convegno organizzato da The Business Street in collabora- zione con Europa Distribution (Associazione di Distributori Europei) dedicato alle nuove strategie di marketing e ai modelli di uscita Theatrical.
Per la prima volta quest’anno, l’associazione paneuropea Europa Distribution ha scelto Roma per tenere la sua assemblea generale a porte chiuse.

Argentina e Brasile saranno i protagonisti di un Focus Industry che porterà a Roma una prestigiosa delegazione di autori, produttori, distributori e rappresentanti istituzionali dei due paesi, un’occasione di networking che si concluderà domenica 19 ottobre alla Casa del Cinema con un incontro ‘trilaterale’ che darà spazio ad un confronto sulle nuove opportunità di cooperazione artistica e commerciale tra l’industria audiovisiva italiana e le due sudamericane.

L’iniziativa è organizzata con il supporto di ANCINE (Agência Nacional do Cinema – Brasile), APEX (Brazilian Trade and In- vestment Promotion Agency) e Cinema do Brasil per il Brasile, con INCAA (Instituto Nacional de Cine y Artes Audiovisuales) per l’Argentina e in collaborazione con il MiBACT e lCE- Agenzia.

Torna per il secondo anno il China Day, una delle attività del “Progetto Cina” realizzato da ANICA per MiBACT e MiSE, nell’ambito del “Progetto di internazionalizzazione ANICA –-Agenzia” in collaborazione con The Business Street e con il contributo di QIYI, il principale portale di video on demand in Cina: una giornata di incontri e di analisi ravvicinata su ben 18 progetti di coproduzione tra Italia e Cina.

Torna Remake it! collaborazione con WCP Media Services: in una breve presentazione alla Casa del Cinema alcuni relatori di prestigio saranno chiamati a condividere il proprio know-how sul tema della negoziazione dei diritti di remake, sia dal punto di vista legale, sia da quello commerciale.
I titoli selezionati per l’edizione 2014 di Remake it! verranno inclusi in una specifica sezione della video library, nell’app per gli accreditati di mercato e, allo stesso tempo, saranno oggetto di un pitch destinato ai buyer internazionali.

Tra le novità, anche la prima edizione di ‘Italian Film Boutique by Movie UP – Roma/ Lazio Cinema Days for International Buyers’, (realizzata in partnership con Ass.For.SEO): screenings del cinema italiano più recente aperti esclusivamente ai buyer internazionali, un’iniziativa finanziata dalla Regione Lazio – Assessorato alla formazione, Università Scuola e Ricerca – POR FSE 2007-2013, in collaborazione con Roma Lazio Film Commission.
Salgono a 27 i progetti di co-produzione presentati a New Cinema Network.
Fra gli italiani ci sarà anche “Menocchio” di Alberto Fasulo, vincitore del Marc’Aurelio d’Oro 2013, e ancora “Ombre Bianche” di Fabio Mollo, “Il Metodo Amleto” di Marco Simon Puccioni, “Sosia”, del collettivo di film maker Zapruder, “Il segreto di Caravaggio” di Paolo Benvenuti.
Quest’ultimo fa parte della nuova sezione Le Grandi Bellezze, dedicata a otto progetti che promuovono l’Italia come partner ideale nella realizzazione di film provenienti da tutto il mondo, rafforzando la centralità e il valore del nostro Paese sia come territorio ideale per l’ambientazione dei progetti sia come supporto produttivo e finanziario.
Gli altri sono “In which land you die”, progetto ambientato a Roma dell’egiziano Ahmed Maher, artista poliedrico vincitore del Gran Premio di Roma per la creatività artistica cinematografica; “1313 – Dante’s Emperor”, che immagina un incontro ai nostri giorni tra Enrico VII e Dante tra i villaggi della Toscana – di Bady Minck, artista e regista lussemburghese pluripremiata sia per il suo lavoro cinematografico che per le sue visionarie opere d’arte; “Nessun Dorma” (il racconto della tormentata storia di Puccini tra i luoghi più suggestivi d’Italia) di Yim Ho, uno dei leader della Hong Kong New Wave, che ha ottenuto riconoscimenti ai maggiori festival internazionali, tra cui l’Orso d’Argento a Berlino nel 1996, “The Bizzare Journey of the Soul Traveler”, avventurosa vicenda a cavallo tra spy story e arti marziali, frutto della collaborazione fra i Manetti Bros.e il produttore cinese Du Yuling, “Il fu Mattia Pascal”, primo adattamento cinese da Pirandello realizzato da Sheng Zhimin, talento emergente, premiato a Locarno con il suo film  di debutto “Bliss; “Duetto” in cui Bruno Barreto, tra i più celebri registi brasiliani racconta l’incontro immaginario, durante il Festival di Sanremo del 1967, tra una giovane brasiliana e Luigi Tenco a poche ore dalla sua morte.

ROMA/Le Grandi Bellezze a NCN

Si svolgerà dal 17 al 21 ottobre all’Hotel Bernini Bristol, il Mercato Internazionale del Film di Roma (TBS – The Business Street e NCN – New Cinema Network), all’interno della nona edizione del Festival Internazionale del Film di Roma (16-25 ottobre 2014).

Fra le novità di TBS, ancora in via di definizione, un Focus su Brasile e Argentina, completato da una serie di proiezioni destinate ai professionisti dell’industria cinematografica e da un convegno di presentazione delle linee e delle esperienze di cooperazione tra l’Italia e i due Paesi sudamericani; la terza edizione del China Day, dedicata alla promozione del sistema Italia sul mercato cinese e allo sviluppo di scambi commerciali e di co-produzione tra le due realtà; il progetto Remake it!, spazio riservato ai remake di film di successo, allo scopo di individuare e selezionare storie dal forte appeal in grado di comunicare con i pubblici di tutto il mondo.

New Cinema Network, il mercato internazionale dei progetti, presenterà infine uno speciale focus dal titolo “Le Grandi Bellezze”: verrà proposta una selezione di progetti di registi stranieri – cinema d’autore e cinema di genere – che saranno girati nel nostro Paese, così da favorire, in termini artistici e finanziari, le co-produzioni con l’estero, promuovendo l’Italia come territorio ideale per l’ambientazione e la realizzazione di film provenienti da tutto il mondo.

LA GRANDE BELLEZZA/ L'Equilibrio del Successo

LA GRANDE BELLEZZA/ L’Equilibrio del Successo

La vittoria dell’Oscar per il miglior film straniero e l’ accoglienza che “La grande bellezza” ha avuto nel mondo si deve alla capacità di Sorrentino di  “aggiungere a un nucleo di cose confortevoli, elementi di novità che spostano del 10 % l’immagine che gli stranieri hanno dell’Italia”.

E’ l’opinione di  Lee Marshall, giornalista e critico cinematografico inglese, espressa a caldo all’indomani dell’Oscar ai microfoni di  Radio Tre: la presenza di stereotipi, considerata negativamente dalla maggior parte dei critici nostrani, è invece vista da Lee Marshall come una base solida, una soglia necessaria per accedere alle emozioni del pubblico straniero.

A Cinema & Video International il giornalista conferma questa sua intuizione, argomentando che un prodotto culturale, sia esso un film o un libro, deve necessariamente dare al fruitore straniero una conferma della visione che lui ha di quella realtà o di quel paese, ma, per funzionare, deve aggiungere qualcosa di nuovo, grazie a cui “ l’idea che tu avevi viene leggermente spostata”. Porta ad esempio Eataly, ( “che è attualmente il luogo più visitato a New York dopo la statua della libertà”), che sta spostando l’immaginario della cucina italiana verso lo slow food.

Dov’è lo “spostamento”  ne “La grande bellezza”?
“ C’è una Roma che non è turistica, quel mondo cultural-politico che viene fatto vedere dietro le quinte e che per lo straniero è una novità”. E’ un mondo col fiato corto, senza energia, che non coincide con l’idea “che noi stranieri abbiamo di Roma, come di un posto solare”.

E’, questo, il 10% che si aggiunge a quel 90% di riconferme, fatto di monumenti, “dell’immagine che abbiamo dell’aristocrazia romana”, ma – avverte Marshall –  anche di decadenza, in linea con tutta una  tradizione letteraria che dal grand tour ottocentesco arriva fino a D’Annunzio.

Lee Marshall tiene a precisare che comunque il successo di un film non può essere riconducibile ad una formula, “ perché il tipo di pubblico straniero che va a vedere il film d’autore d’importazione non gradisce i prodotti troppo ‘costruiti’”. In principio c’è il talento.

Marshall ricorda, ad esempio, la sequenza iniziale della festa, “un modo geniale di ricucire una serie di cliché, di ricomporre una certa idea che noi stranieri abbiamo di Roma: mi ha fatto tornare alla mente “Roma” di Fellini, quando Gore Vidal dice: “Roma è un ottimo posto da dove guardare la fine del mondo”.