UNA STRATEGIA NUOVA PER LE COPRODUZIONI
16 maggio 2012
Con Bernardo Bertolucci, Matteo Garrone e Dario Argento, il cinema italiano si presenta al 65° Festival di Cannes nella sua forma migliore. Ma se per la festa il vestito buono si rimedia, la quotidianità del cinema italiano all’estero è ferma a livelli di visibilità minima. Per cambiare le cose occorrerebbe quel che non c’è: massa critica del prodotto, un’adeguata attività di promozione, una robusta rete di vendita internazionale. Non è una novità che per accedere ai mercati internazionali si tenti la strada delle coproduzioni con altri paesi (lo sono due dei film italiani a Cannes, “Reality” e “Dracula 3D”). Una novità è che adesso il progetto si arricchisce di nuovi sostenitori: i produttori esecutivi, che sono l’interfaccia sul territorio delle produzioni estere che girano in Italia. Cambiando logica – partire dalle produzioni estere e non da quelle italiane - la loro associazione, l’APE, ha lanciato una sfida: trasformare alcune delle produzioni esecutive in coproduzioni a partecipazione italiana. In quest’impresa cominciano ad avere a fianco le Regioni e le Film Commission, che con fondi di sostegno dedicati (è il caso della Puglia), puntano alle produzioni estere - meglio disposte verso l’Italia a seguito dell’istituzione [...]









